Johan Bruyneel mette in discussione la decisione di Jonas Vingegaard di tentare la doppietta Giro-Tour. Dopo tante anticipazioni, nei giorni scorsi il leader della Visma | Lease a Bike ha ufficializzato che per la prima volta in carriera prenderà parte al Giro d’Italia con l’obiettivo dichiarato di andare a completare la tripla corona dopo i due successi al Tour de France e la conquista della Vuelta a España la scorsa estate. Questo gli permettere di entrare in una ristretta cerchia di corridori ad avere conquistato almeno una volta tutti e tre i grandi giri, riuscendovi peraltro prima del suo rivale Tadej Pogacar, ma la decisione di partecipare alla Corsa Rosa sembra all’ex team manager di Lance Armstrong (poi anche di Alberto Contador) un modo quasi di arrendersi alla forza dello sloveno.

Se da un punto di vista esclusivamente personale il belga ritiene “che abbia senso” per il danese prendere parte al primo GT dell’anno, questo gli sembra tuttavia in qualche modo anche una ammissione di debolezza nei confronti del campione del mondo. “Probabilmente vincerà il Giro, se la sua preparazione andrà bene. Probabilmente non correrà tra il Giro e il Tour. Penso che sia fattibile, ma non è che mentalmente si è arreso al dominio di Pogacar?“, si chiede nel corso di una puntata di The Move, il podcast che gestisce assieme ad Armstrong.

“Ovviamente deve ancora vincerlo – aggiunge – Ma è il secondo miglior corridore al mondo nelle corse a tappe, non c’è dubbio. Tadej Pogacar sta dando il massimo per il Tour, mentre per Jonas il principale rivale sarà João Almeida, che ha già dimostrato di poter battere. Alla Vuelta secondo me, non era al meglio della forma. È comunque riuscito a vincere, in modo piuttosto dominante, direi. È stata una gara combattuta, ma allo stesso tempo no. Nell’ultima tappa, ha semplicemente distanziato tutti. È mai stato messo in difficoltà da Almeida? L’unico che ci è riuscito nella Vuelta è stato Tom Pidcock. Almeida non è riuscito a staccare Vingegaard”.

Pur comprendendo l’enorme valore storico che un successo potrebbe dare allo scalatore scandinavo, per Bruyneel dunque potrebbe esserci anche qualcosa di più nella mente del leader del team giallonero. “Se hai l’opportunità di vincere tutti e tre i Grandi Giri e alla fine della tua carriera puoi dire di essere uno dei pochi ad aver vinto tre Grandi Giri, devi coglierla. Ci sono Merckx, Froome e Hinault (oltre a Jacques Anquetil, Felice Gimondi, Alberto Contador e Vincenzo Nibali, ndr), ma Miguel Indurain non ha mai vinto tutti e tre – commenta l’ex dirigente fiammingo, secondo il quale tuttavia c’è anche un’altra chiave di lettura – Potrebbe essersi detto ‘è altamente improbabile che io possa vincere il Tour, a meno che non ci siano circostanze particolari, quindi punterò al Giro, poi vedrò cosa succede al Tour’. La sua decisione si potrebbe anche vedere in questo modo”.

E se per certi versi siamo nella situazione ribaltata rispetto al 2024, quando Pogacar prese la decisione di correre il Giro prima del Tour dopo due sconfitte consecutive contro Vingegaard al Tour de France, secondo Bruyneel le situazioni sono ben diverse, fisicamente e mentalmente. “Non credo che Pogacar fosse nello stesso stato d’animo, perché lui ora sta dominando. Il Tour, la stagione, l’intero mondo del ciclismo. Ti trovi di fronte un Cannibale”.

Bruyneel vede tuttavia comunque un possibile vantaggio mentale per il secondo classificato delle ultime due edizioni della Grande Boucle: “Se partecipa al Giro e lo vince, inizia il Tour senza quasi nessuna pressione. Tutto ciò che accade va bene. Non è come se dovesse raddrizzare la sua stagione”. Per questo, la sua presenza al Grand Départ di Barcellona è comunque più che consigliata. “Devi esserci e provarci. Ci sono sempre delle circostanze: non c’è alcuna garanzia che Pogacar avrà una corsa tranquilla, senza problemi, ogni anno. L’anno scorso è caduto e sarebbe potuta andare molto peggio. Quindi devi metterti in pole position per vincere”.