Caro direttore,
ciò che sta succedendo in Iran è mostruosamente abominevole. Migliaia di manifestanti che rivendicano libertà e democrazia vengono uccisi. Il mondo intero dovrebbe ribellarsi e dare sostegno incondizionato al popolo iraniano. Purtroppo, così non è. Non si vedono manifestazioni di protesta come avvenne in favore del popolo palestinese. Perché? I giovani studenti iraniani massacrati dal regime non meritano sostegno e aiuto? Viene da pensare che si facciano dei distinguo legati alla politica più che ai diritti umani che non conoscono nazionalità, religione o altro.Giovanni Noli
Caro Noli,
Lascia davvero senza parole il fatto che il massacro delle ragazze e dei ragazzi iraniani abbia suscitato così poca empatia e mobilitazione tra quelle persone che avevano riempito in passato altre piazze. Poche e sporadiche manifestazioni, una sofferta presa di posizione del Parlamento con la dissociazione (in prima battuta, in nome della lotta preventiva all’imperialismo Usa) dei Cinque Stelle, tanta voglia di archiviare la questione. D’altra parte l’esempio lo aveva dato Trump con una sua dichiarazione, tra l’altro smentita da Teheran: l’intervento americano non era più necessario perché gli Ayatollah avevano fermato le esecuzioni dei prigionieri. La difesa dei diritti (quello alla libertà e all’indipendenza da parte degli ucraini, quello semplicemente ad esistere per i giovani iraniani che non accettano la repressione del regime) sembra ormai appartenere a un’altra era: ora contano solo il petrolio e la battaglia globale all’espansionismo cinese. Per questo il pres i d e n t e a m e r i c a n o h a catturato Maduro mettendo però in un angolo la leader dell’opposizione venezuelana Corina Machado. Per questo rivendica la proprietà della Groenlandia, irride e minaccia gli ex alleati occidentali. Perfino Israele ha chiesto cautela agli Usa rispetto all’intervento in Iran, un intervento al momento non in linea con i suoi obiettivi militari e strategici. Di quei ragazzi che muoiono sembra non importare nulla a nessuno: chi guida le superpotenze ha altre priorità, chi si è mobilitato in questi anni mostra perlomeno indifferenza verso questa tragedia.
19 gennaio 2026
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