Magistratura Iran: sentenze severe per i leader delle proteste
«Stiamo facendo del nostro meglio per distinguere tra coloro che sono stati ingannati e i principali leader delle sommosse, in modo che nessuno venga colpito ingiustamente. Se ci sono prove sufficienti, verranno emesse sentenze severe per i leader». Lo ha affermato il portavoce dell’Autorità giudiziaria iraniana, Asghar Jahangir.
Il portavoce ha sottolineato che «le azioni cui abbiamo assistito in questi giorni costituiscono reati» e che i responsabili «saranno perseguiti rapidamente e condannati». Secondo Jahangir, una parte dei comportamenti contestati rientra nella categoria della moharebeh («haraba», guerra contro Dio), una delle fattispecie più gravi previste dalla sharia. «Esiste una serie di atti che vengono classificati come haraba, tra le pene più severe della legge islamica», ha spiegato.
Il portavoce ha aggiunto che, negli «eventi recenti», qualunque persona che, in momenti di insicurezza e disordine, collabori con il «nemico» in qualsiasi forma, ne promuova gli interessi o contribuisca a orientare il clima a suo favore, commette un atto criminale.
«La legge prevede misure specifiche in questi casi ed è chiaro quale sia la punizione per chi coopera con i nostri nemici giurati», ha affermato. In base al codice penale della Repubblica islamica dell’Iran, l’accusa di haraba può comportare la condanna a morte.