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Redazione Esteri

Il presidente statunitense ribadisce le sue mire sull’isola artica e mette persino in dubbio la sovranità danese

Non mi avete dato il Nobel? E io mi prendo la Groenlandia. È una questione di ripicca, la pretesa di Donald Trump che la Danimarca consegni agli Stati Uniti l’isola nell’Artico. Lo ha scritto lui stesso, nero su bianco, in una lettera inviata al premier norvegese Jonas Gahr Støre (anche se il Nobel per la Pace viene assegnato da un Comitato indipendente norvegese): «Considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato più di 8 Guerre, non mi sento più obbligato a pensare puramente alla Pace, anche se sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America».

E ancora, sulla Groenlandia: «La Danimarca non è in grado di  proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti, solo che una barca è approdata lì centinaia di anni fa, ma anche noi avevamo barche che approdavano lì». Non fosse che più di un trattato siglato dagli Stati Uniti nell’ultimo secolo riconoscano ufficialmente la sovranità danese sull’isola. E che, nel 1951, Danimarca e Stati Uniti abbiano firmato un patto che consente a Washington di costruire, installare, mantenere e gestire basi militari in Groenlandia e ospitare personale, controllare atterraggi, decolli, ancoraggi, ormeggi, movimenti e operazioni di navi, aerei e imbarcazioni. Per di più, Copenaghen ha investito negli ultimi anni miliardi di dollari nella difesa dell’Artico: lo scorso ottobre, ad esempio, ha acquistato altri 16 caccia F-35 dagli Usa (un investimento da quasi 4 miliardi di euro), portando la sua flotta a un totale di 43 unità. 



















































Infine, la stoccata agli alleati della Nato: «Ho fatto più di chiunque altro per la Nato sin dalla sua fondazione, e ora la Nato dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti. Il mondo non sarà sicuro se non avremo il controllo completo e totale della Groenlandia».  

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Il testo della lettera è stato pubblicato dalla Pbs, che ha detto di averla ottenuta dopo che «diverse» ambasciate a Washington sono state informate del contenuto. 

Støre ha confermato questa mattina di aver ricevuto il messaggio in risposta a un sms inviato a Trump per protestare contro la decisione di imporre dazi alla Norvegia e ad altri Paesi europei per l’invio di truppe in Groenlandia. Il premier di Oslo ha aggiunto che il suo messaggio – inviato anche a nome del presidente finlandese Alexander Stubb – sottolineava la necessità di «de-escalation nello scambio di parole» e «chiedeva una telefonata tra Trump, Stubb e me lo stesso giorno».

Il 15 gennaio, Trump ha accolto alla Casa Bianca la leader dell’opposizione venezuelana e Nobel per la Pace María Corina Machado, che gli ha consegnato la medaglia «in segno di gratitudine per la tua straordinaria leadership nel promuovere la pace attraverso la forza». Il comitato del Nobel ha risposto in un comunicato: «Una volta annunciato, il premio Nobel non può essere revocato, condiviso o trasferito ad altri. La decisione è definitiva e vale per sempre. Una medaglia può cambiare proprietario, ma il titolo di un premio Nobel per la Pace no».

19 gennaio 2026 ( modifica il 19 gennaio 2026 | 12:02)