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È la storia di un sogno che si è realizzato grazie alla determinazione, alla tenacia, alla bravura e nonostante le difficoltà. Da Torre del Greco ad Hollywood: Federica Volpe, dopo 14 anni di carriera a Los Angeles, diventa membro votante dei Golden Globes. È accaduto adesso, ma la storia di Federica parte da molto lontano, da quando fin da bambina a Torre del Greco sognava di diventare giornalista e raccontare storie.
APPROFONDIMENTI
Così dopo la scuola si è laureata in Lingue all’Orientale e, conseguita la laurea, la prima cosa che ha fatto è stata preparare una valigia e volare verso Los Angeles dove vive da allora.
Ovviamente era da sola, non conosceva nessuno ma non si è avvilita.

«Sono andata a bussare alle porte- dice- dei più grandi giornali e delle più grandi società di comunicazione». Poi tanta gavetta e la scalata verso il successo, fino al gradino più alto della carriera che è l’ingresso nei Golden Globes. «Oggi sono un membro della MPAA, Motion Picture Association – continua- che rappresenta alcune delle più grandi case di produzione al mondo, dell’Ordine dei Giornalisti della Campania e da quest’anno anche membro votante dei Golden Globes. Mi occupo specialmente di intrattenimento, copro red carpet, premiere, intervisto personaggi, ho fatto copertine con alcuni dei più grandi attori e attrici del panorama Hollywoodiano. Lavoro per diverse testate».

«Volevo fare questo lavoro perché mi piacciono le storie – aggiunge- scoprirle, raccontarle, e mi piacciono le persone. Nel corso della mia carriera non ho mai fatto gossip, non è quello che faccio, ma ho scoperto delle storie incredibili che porto con me. Ho avuto la fortuna di intervistare i più grandi, Sharon Stone, Mariah Carey, Kate Winslet. L’ingresso nei Golden Globes è un sogno che si è realizzato, professionalmente; nel mio settore è uno dei traguardi più alti. Los Angeles è una città che offre molto a chi ha la volontà di andarselo a prendere e per quanto io ami questa cittá, resto orgogliosamente Torrese».

Federica non nega che ci siano state anche tante difficoltà, soprattutto la distanza dalla famiglia cui è molto legata. «Sono molto attaccata alla mia famiglia. Ma il loro supporto è costante – conclude- senza non potrei fare quello che faccio. Quando sono arrivata qui avevo 23 anni, non conoscevo nessuno nell’ambiente, non sapevo come inserirmi e soprattutto come essere presa sul serio. Fortunatamente sono sempre stata tanta determinata, quindi piano piano ci sono riuscita».