La RedBull lo ha preso per vincere il Tour de France. Lui ha scelto la RedBull per cercare di colmare il gap con Tadej Pogačar e Jonas Vingegaard. Obiettivi reciproci, che potrebbero farci vedere in questo 2026 una versione ancora migliore di Remco Evenepoel.
Il belga, numero indiscusso al mondo nelle prove a cronometro, vanta già un palmarès da volar via: titoli olimpici e mondiali sia in linea che a crono, 2 Liegi, una Vuelta di Spagna. Eppure… eppure, paradossalmente, non basta.
Perché se al Tour del 2024 arrivi terzo ma a oltre 9 minuti da Pogačar e in quello del 2025 ti ritiri sui Pirenei, la stampa, specie quella belga super esigente, è pronta a metterti in croce. Remco, però, non è uno fragile.
Ha rischiato la morte in un Giro di Lombardia. Ha superato altri due brutti incidenti, uno in gara e uno in allenamento. È un combattente. Lavora in modo ossessivo e cerca sempre il margine di miglioramento. A volte rischia, almeno a parole, di sembrare troppo “spaccone” e sicuro di sé. Ma ben venga.
Remco non si rassegna a essere il numero 2. Lui vuole togliere lo scettro a Tadej. Questa è la sua missione, che ci riesca o meno. Alimentato da questo desiderio, allenamenti e gare sono tutte orientate al miglioramento della propria performance.
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L’anno scorso, a fine stagione, ha dovuto incassare tre secondi posti di fila alle spalle di Pogačar: al Mondiale, all’Europeo e al Lombardia. Ma si è anche tolto l’immensa soddisfazione di andare a riprendere lo sloveno nella crono mondiale di Kigali, sverniciandolo negli ultimi due chilometri. Insomma, se parliamo di talento e forza mentale, in casa Evenepoel ne troviamo in abbondanza.
La domanda cruciale ora è una sola. Come riuscire a battere Tadej? Una risposta unica non c’è. Nelle corse di un giorno come appunto Liegi, Lombardia, Mondiale o Europeo su certi percorsi, il dato che è emerso in questi due anni è uno solo: Pogačar fa la sua corsa, Evenepoel fa la sua corsa per il secondo posto e poi ci sono gli altri che si giocano il terzo gradino del podio. È come se Tadej corresse su Marte, Remco nello spazio e gli altri sul pianeta terra.
Riempire il solco, in questo momento, non sembra così semplice.
Ma, dicevamo, il grande obiettivo è provare a giocarsi il Tour de France, la corsa più importante al mondo. Evenpoel non è un corridore perfetto per i giri di tre settimane. Ha vinto una Vuelta faticando, si è ritirato due volte su due al Giro d’Italia e l’anno scorso al Tour. E anche alla Vuelta del 2023, chiusa in 12esima posizione, prese una bambola spaziale giocandosi la possibilità di lottare per la vittoria finale.
Quindi mission impossible? Non è detto, perché i grandi giri sono sempre pieni di imprevisti. Remco affronterà il Tour, finalmente, con una squadra all’altezza. Condividerà la leadership col tedesco Florian Lipowitz, l’anno scorso terzo a Parigi. Una buona combo, per tentare di mettere sul piano di gioco più alternative.
Sarà accompagnato anche dal suo fedelissimo Mattia Cattaneo, e probabilmente da altri due corridori forti ed esperti come Jan Tratnik e Dani Martinez. Non un dettaglio, visto che il problema “squadra” è stato sempre il principale negli anni della Quickstep. Se questa sarà dunque l’arma in più, poi Remco dovrà dimostrare di essere migliorato in salita, terreno dove ha sempre perso troppo sia da Pogačar che da Vingegaard.
Il danese quest’anno tenterà la doppietta Giro-Tour. Potrebbe arrivare in Francia carico a mille o magari più stanco. Difficile prevederlo, ma nel caso potrebbe essere un altro elemento d’aiuto per le prospettive di Remco. Che non potrà permettersi mezza giornata storta e non avrà dalla sua nemmeno troppi chilometri a cronometro (26, a cui aggiungere i 19 iniziali della crono a squadre) per accumulare eventuale vantaggio sui rivali. Motivo per cui, in molti, lo avrebbero visto meglio al Giro d’Italia.
La variabile, però, resta solo e soltanto Tadej Pogačar. Se lo sloveno dovesse mantenere lo standard di rendimento mostrato nelle ultime due stagioni, gli altri saranno costretti a mettersi il cuore in pace e lottare, come al solito, per le posizioni di rincalzo.
Remco è pronto alla battaglia. E non parte mai sconfitto o scoraggiato. Ci divertiremo.
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