Un nuovo capitolo discografico
I Black Label Society tornano con , in uscita il 27 marzo 2026 su Spinefarm. Si tratta del primo full-length in studio dopo Doom Crew Inc. (2021) e rappresenta una sintesi diretta e senza filtri degli ultimi quattro anni di attività della band guidata da Zakk Wylde.
Wylde ha iniziato a lavorare al materiale già nel 2022, durante il Pantera Celebration World Tour, portando avanti la scrittura fino al 2025. Un periodo intenso, segnato da impegni live, riflessioni personali e da un processo compositivo lungo e stratificato.

photo credit: Justin Reich
Name In Blood: il primo singolo
Il primo estratto, Name In Blood, è già disponibile su tutte le piattaforme digitali insieme al videoclip ufficiale. Il brano si muove su coordinate ben note ai fan: riff granitici, groove blues-metal e un approccio diretto, dove la chitarra resta il fulcro assoluto della narrazione sonora. Il singolo segue una serie di anticipazioni pubblicate negli anni precedenti: The Gallows (2024), Lord Humungus (2025), Broken and Blind (2025), fino all’ultimo tassello che introduce ufficialmente il nuovo album.
Engines of Demolition Tracklist:
- Name In Blood
- Gatherer of Souls
- The Hand of Tomorrows Grave
- Better Days & Wiser Times
- Broken and Blind
- The Gallows
- Above & Below
- Back To Me
- Lord Humungus
- Pedal To The Floor
- Broken Pieces
- The Stranger
- Ozzy’s Song
Secondo Wylde, Engines of Demolition è «un viaggio sincero tra gli alti e i bassi degli ultimi quattro anni». All’interno del disco trova spazio anche “Ozzy’s Song”, ballad scritta nel 2025 e dedicata a Ozzy Osbourne, figura centrale nella carriera del chitarrista e punto di origine dell’intero percorso dei Black Label Society. L’album mantiene quella tensione costante tra brutalità e introspezione che da oltre 25 anni definisce il linguaggio della band: riff oscuri convivono con momenti più sommessi, nei quali emergono le radici blues e una scrittura emotiva dai “nervi scoperti”.
Attitudine e identità Black Label Society
Per Wylde, tutto nei Black Label Society «inizia e finisce con il riff». Engines of Demolition non fa eccezione: un disco che riafferma un’idea di hard rock e metal costruita su groove pesanti, chitarre in primo piano e una visione coerente, che non bada troppo alle mode passeggere, anche quelle del genere metal stesso.
