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Monica Scozzafava, inviata a Copenaghen
La squadra di Conte si trova in superiorità numerica e in vantaggio con il solito McTominay, ma poi si fanno riprendere nel finale. Si giocheranno l’accesso ai playoff col Chelsea in casa
Il Napoli domina il primo tempo, non riesce a tener testa al Copenaghen, in 10 dal minuto 35 per l’espulsione di Delaney, nella ripresa. Sono punti buttati via che pesano come un macigno nella corsa ai playoff. «Inaccettabile», dice McTominay a fine partita. Suo il gol che sblocca la partita, gli risponde poi su rigore Larsson, un pareggio che serve a pochissimo a entrambe le squadre, e il Napoli dovrà vedersela col Chelsea in casa la settimana prossima, dovrà necessariamente batterlo. È evidente che quel che resta del cammino in Champions è complicato.
Sui piedi di Lucca nel finale convulso la palla della vittoria, il centravanti che ha già un piede fuori in questa sessione di mercato, la spreca. Ma è l’ultimo dei responsabili per una gara sciupata inspiegabilmente dopo un primo tempo di dominio assoluto. Troppo ingenuo il fallo di rigore di Buongiorno, troppo statico il Napoli che in quella fase della partita si era abbassato e subiva il pressing dei danesi. Conte non vuole alibi, ma l’assenza di Rrahmani si è fatta sentire.
In pressione, il piano gara di Antonio Conte è chiaro sin dal fischio di inizio. E il Napoli regge l’onda d’urto del freddo ma anche la velocità degli avversari del Copenaghen, pronti a scattare in ripartenza. Elmas resta la chiave tattica dell’equilibrio contiano, Vergara il perno d’attacco attorno al quale si muove il Napoli in area avversaria, Lobotka il costruttore della mediana. Il debuttante — non così giovane se dall’altra parte Neestrup schiera il 17enne Dadason che di gol in Champions ne ha segnati già due — mostra muscoli ma anche personalità, sfiora il gol in una delle prime azioni avviata da Elmas e conclusa da lui che si libera al limite e calcia.
L’episodio che spacca però la partita è il cartellino rosso a Delaney, che con un’entrata composta ferma Lobotka. Copenaghen in 10, sull’ennesimo calcio d’angolo di Elmas, il colpo di testa di McTominay, quarto gol in Champions, che regala il vantaggio meritato ai partenopei. Sotto i riflettori c’è Hojlund, inaspettatamente fischiato dal pubblico di casa sua, chiamato al solito lavoro di accompagnare la manovra offensiva, di far salire la squadra ma che vuole lasciare il segno. Si avvicina più volte al gol, ma col passare dei minuti si innervosisce perché non arriva.
Il Copenaghen si affaccia nell’area del Napoli in avvio di ripresa, con insistenza. Il primo tiro insidioso per Milinkovic arriva al quarto d’ora con Madsen che si gira indisturbato sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il pericolo si sta soltanto avvicinando, e arriva la solita ingenuità del Napoli a favorire il pareggio. Buongiorno non vive certo uno dei momenti migliori della sua carriera napoletana, stende con un colpo all’anca in area Elyounoussi, il calcio di rigore è ineccepibile. Sul dischetto ci va Larsson, Milinkovic intercetta e respinge corto, il gol arriva però in ribattuta. Tutto da rifare. Conte lancia dentro oltre al giovane Ambrosino anche Lang e Lucca. La manovra però è confusa, frenetica. Il pareggio nella notte danese somiglia tanto a una sconfitta.
20 gennaio 2026 ( modifica il 20 gennaio 2026 | 23:43)
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