Nei giorni scorsi il governo danese ha inviato una nave da guerra, un pattugliatore, in Groenlandia. L’unità si chiama Vaedderen e fa parte di una piccola flotta dedicata alla sorveglianza della grande Isola del ghiaccio e dell’arcipelago delle Far Oer. Ora è ormeggiata nel porto di Nuuk, la capitale della Groenlandia, su un braccio di mare separato da quello occupato dai numerosi pescherecci. Da lontano la vigilanza sembra discreta: un solo militare sulla tolda. Ma avvicinandosi, c’è solo il tempo di riprendere qualche immagine con il telefonino, prima che il soldato, con ampi gesti, ordini di sgomberare il molo deserto.
La «Vaedderen», però, è l’unica traccia visibile dell’esercitazione promossa dalla Danimarca, cui hanno aderito sette Paesi: Germania, Francia, Regno Unito, Olanda, Norvegia, Finlandia, Svezia. Dal Comando Artico, il centro di coordinamento delle attività militari, ma anche di soccorso e di controllo delle coste, non filtrano notizie. In città si rincorrono le voci: presto arriveranno altre imbarcazioni e altri soldati dai Paesi che hanno aderito a un’azione, comunque, simbolica, dimostrativa.
Nella sfera politica, nel governo e tra i parlamentari, prevale la preoccupazione. Ieri, martedì 20 gennaio, il premier Jens-Frederik Nielsen è rimasto praticamente tutto il giorno in riunione. C’è chi dice che l’esecutivo stia studiando non tanto una strategia militare di difesa, ma uno schema di comunicazione per preparare la popolazione allo scenario peggiore: una mossa di Donald Trump per annettersi la Groenlandia, non necessariamente con l’invio dei marines.
È uno scenario credibile? Il deputato Kuno Fencker è tra i più pessimisti, come ha dichiarato nell’intervista pubblicata martedì 20 gennaio dal Corriere: «Non si può escludere un’operazione militare americana». Un collaboratore del premier, intercettato nella hall della sede del governo, una palazzina rossa di soli due piani, ripete più volte, off the record, che «la situazione è molto delicata». Naturalmente, il governo della Groenlandia è in costante contatto con i danesi e, come tutti, concentra l’attenzione su ciò che accadrà oggi a Davos, dove Trump dovrebbe incontrare alcuni leader europei.
21 gennaio 2026, 07:02 – modifica il 21 gennaio 2026 | 08:08
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