Milano, 21 gennaio 2026 – “Come ti senti?”, ha chiesto la mamma a un ragazzino appena risvegliatosi al Niguarda dopo essere sopravvissuto all’incendio di Crans-Montana venti giorni fa, e incredibilmente lui, che al momento riesce a comunicare solo attraverso una macchina, le ha risposto: “Felice”.

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Lui è tra i cinque più gravi dei rimpatriati col ponte aereo, i cinque che sono ancora in terapia intensiva: uno al Policlinico, dov’è attaccato alla macchina della circolazione extracorporea per un’infezione polmonare, e quattro nella terapia intensiva del Niguarda, dove alcuni sono stati tracheotomizzati per limitare i problemi dovuti alla lunga intubazione.

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Gli altri sei sono al centro ustioni e una di loro, la veterinaria 29enne Eleonora Palmieri, salvo imprevisti oggi dovrebbe lasciare il Niguarda per il centro grandi ustionati dell’ospedale Bufalini di Cesena, più vicino a casa sua, a Cattolica.

Il ragazzino estubato

Quel ragazzino, del quale ha parlato l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso ieri, invece “era molto grave, ma è migliorato” e lunedì è stato estubato: “Riesce a respirare autonomamente, però non ancora a parlare. Come tutti gli altri ha le mani completamente fasciate, però c’è questo strumento incredibile che permette di dialogare con lui”.

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Un dispositivo Caa, a comunicazione aumentativa e alternativa, arrivato dall’Unità spinale del Niguarda, che permette a persone con mobilità limitatissima di esprimersi indicando delle icone (simboli, parole o frasi) con il tocco, o lo sguardo tramite una telecamera di tracciamento, o attraverso un sensore di movimento.

Emozioni da icona

“La mamma gli ha chiesto come si sentisse, davanti aveva una serie di icone e lui, muovendo le mani, doveva scegliere quale fosse il sentimento – ha raccontato Bertolaso –. È comparsa l’icona della paura e l’ha spostata. Quella dell’ansia pure, quella della preoccupazione pure. Ha cliccato sull’icona della felicità. Anche se è in condizioni gravi. È un segnale che rappresenta tutti questi ragazzi”, osserva un po’ commosso l’assessore.

Sulle condizioni degli ustionati, aggiunge, “siamo moderatamente soddisfatti. Soprattutto nei più gravi registriamo leggeri ma costanti miglioramenti. Spero di poter dare presto l’annuncio che sono tutti fuori pericolo, questo ancora non si può dire”.

SALAMANI

Il sindaco Beppe Sala

Ai feriti del Niguarda e ai loro cari ieri ha fatto visita anche il sindaco di Milano Giuseppe Sala, che ha spiegato di stare valutando la possibilità che il Comune si costituisca parte civile nel processo: “Il ruolo che dobbiamo avere è essere uniti per chiedere giustizia. Non vogliamo avere nessun protagonismo, ma essere vicini alle famiglie”.

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L’autopsia

Questa mattina è in programma l’autopsia sui 16enni Chiara Costanzo e Achille Barosi, che hanno perso la vita nell’incendio. Sarà un lungo esame molto approfondito, che probabilmente non si esaurirà oggi, e prevede, tra l’altro, dopo il riconoscimento da parte dei familiari, una Tac per stabilire quali siano state esattamente le cause della morte, se asfissia, schiacciamento o altra causa.

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Oltre ai medici legali della Procura, i genitori di Achille, assistiti dagli avvocati Antonio Bana e Stefano Cassamagnaghi, hanno nominato come perito Roberto Paoletti, mentre i genitori di Chiara, attraverso i legali Vinicio Nardo e Alfredo Zampogna, Lorenzo Polo e Luca Bernardo. Ieri l’autopsia su Emanuele Galeppini ha accertato che il giovane golfista ligure è morto per asfissia.