Dalla vitamina C contro il raffreddore ai probiotici per la pancia piatta, passando per le polveri proteiche e le erbe miracolose che promettono di far perdere peso senza sforzi. Gli italiani hanno una vera e propria passione per gli integratori alimentari: un amore che vale, secondo le stime più recenti, tra i 4 e i 5 miliardi di euro l’anno. Ma per capire quanto c’è di scientifico e quanto di puramente commerciale in questo boom, mettendo un freno al “far west”, il ministero della Salute ha deciso di prendere provvedimenti. Ha così istituito di recente un Tavolo di lavoro nazionale permanente, un “think tank” che riunisce istituzioni, scienziati e associazioni di categoria per monitorare un settore che cresce più velocemente della normativa che dovrebbe regolarlo.
Sicurezza e trasparenza
Il profilo del consumatore tipo è chiaro: donna, sopra i 35 anni, attenta al benessere. Ma l’uso dei supplementi sta contagiando ogni fascia d’età, complice la facilità d’acquisto. Se la farmacia resta il presidio di fiducia, il web e la grande distribuzione hanno spalancato le porte a migliaia di prodotti, spesso venduti con promesse ai limiti del “miracoloso”.

Questo ha richiesto misure “speciali”, appunto l’istituzione di un Tavolo. «È un passo importante per qualità, informazione corretta e tutela dei cittadini», dichiara il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato. L’obiettivo del Tavolo è duplice: garantire l’applicazione uniforme delle regole su tutto il territorio e assicurare che ciò che finisce nello stomaco degli italiani sia sicuro e trasparente.
Il “fai da te”
Nonostante la percezione comune che “naturale” significhi sempre “innocuo”, gli integratori non sono privi di rischi. Non si tratta di semplici caramelle, ma di fonti concentrate di nutrienti che possono interagire con i farmaci o sovraccaricare l’organismo. A sottolineare la necessità di questa stretta è Maurizio Muscaritoli, presidente della SINuC (Società Italiana di Nutrizione Clinica), che accoglie con favore l’iniziativa ministeriale. «Si tratta di una iniziativa opportuna per la tutela della salute pubblica – commenta – in modo da limitare i rischi di interazione con eventuali terapie farmacologiche. L’appropriatezza significa anche evitare spese out-of-pocket non necessarie che non apportano benefici effettivi. Questo processo dovrebbe prevedere anche un maggiore controllo sui claim salutistici».
Come nascono le medicine: i segreti di una scienza imperfetta
Maurizio d’Incalci e Lisa Vozza
12 Novembre 2025
Il Tavolo
Il nuovo organismo tecnico, che vedrà la partecipazione di esperti del ministero, delle Regioni e dell’Istituto Superiore di Sanità, non si limiterà a osservare. Il mandato è operativo: monitorare i consumi, produrre linee guida tecnico-scientifiche e, soprattutto, proporre nuovi interventi normativi. Il Tavolo potrà riunirsi in presenza o da remoto e avvalersi di gruppi di lavoro specializzati. È prevista una relazione finale da presentare al sottosegretario Gemmato al termine dei due anni di attività.