di
Marco Calabresi

Domani alle 9 Sinner affronta l’australiano 34enne che cinque anni fa a Toronto lo batté facendogli perdere l’aplomb. Duckworth ha subito nove operazioni chirurgiche e torna dopo una maratona di 4h22′ contro Prizmic

James Duckworth è uno dei pochi tennisti ad aver realizzato un’impresa contro Jannik Sinner: quella di fargli saltare il tappo. Imperturbabile, Jannik, ma che su un piccolo campo di Toronto cinque anni fa tirò una racchetta e disse una parolaccia ad alta voce nella stessa partita, l’unica persa nei tre precedenti contro l’australiano, avversario domani alle 9 sulla Rod Laver Arena nel secondo turno dell’Australian Open.

Gli altri due precedenti, indoor a Colonia (2020) e Sofia (2021), Sinner li ha vinti, ma tutti e tre appartengono alla preistoria, compreso quello in Canada dove Jannik arrivava dal titolo di Washington: dopo un diritto a rete con esultanza dell’avversario, Sinner perse il suo aplomb: «Ca..o, urli?». 



















































Cinque anni dopo è cambiato tutto: Jannik domina il circuito con Alcaraz, Duckworth ha compiuto oggi 34 anni ed è numero 88 del ranking, colpa anche di una serie infinita di infortuni e interventi chirurgici da far impallidire il papà chirurgo. Se ne contano ben nove, in quattro punti diversi del corpo: gomito destro a fine 2012, inizio 2014 e febbraio 2018; piede destro a febbraio 2017, agosto 2017 e gennaio 2018; spalla destra a marzo 2017 e marzo 2020; anca a gennaio 2022.

Da un po’ di tempo, però, la sfortuna sembra aver lasciato stare «Duckman», nipote di Beryl Penrose, che vinse titoli di singolare e doppio all’Australian Open a metà degli anni 50: altrimenti, probabilmente, dopo quattro ore e 22′ la maratona al primo turno contro il giovane croato Dino Prizmic non l’avrebbe portata a casa. Nel suo bilancio recente ci sono quattro finali a livello Challenger (due vittorie a Sydney e San Luis Potosì), ma che non sono state sufficienti per poter accedere al tabellone principale del primo Slam della stagione. 

Tennis Australia gli ha però concesso una wild card, sia nel torneo di singolare che in quello di doppio, dove ha giocato e perso al primo turno con il giovanissimo Cruz Hewitt, figlio di Lleyton che insieme a Pat Rafter è stato il suo idolo di infanzia e con cui si era allenato a inizio carriera. Segno dei tempi che passano.

21 gennaio 2026