di
Nicola Rotari
Treviso, il malore in palestra, l’arrivo dell’ambulanza e i tentativi di rianimarla al pronto soccorso. Il fratello: «Stava bene. Le mancava un anno per laurearsi»
Le mancava solo un anno alla laurea in Statistica all’Università di Padova poi sarebbe partita per una meta all’estero. Aveva progetti, sogni, una vita davanti. Era sana, sportiva, e appena due mesi fa aveva presentato il certificato medico che la dichiarava idonea all’attività fisica. Per questo la morte improvvisa di Vania Vettorazzo, 21 anni, ha lasciato la famiglia e gli amici sotto choc. Un dolore ancora più incomprensibile perché nulla, fino a poche ore prima, lasciava presagire una tragedia simile.
«Aveva avuto solo qualche linea di febbre il giorno prima, 37,5. Niente che ci facesse pensare a quello che è successo» racconta con voce spezzata il fratello Matteo.
La lezione di pilates e il malore
Martedì Vania aveva deciso comunque di partecipare alla lezione di pilates insieme alla madre, nella palestra Bamboo di Dosson (Treviso), in via Volta. Era iscritta da circa quattro mesi e seguiva regolarmente due corsi alla settimana. Il corso è iniziato intorno alle 12.50. Dopo pochi minuti, però, qualcosa è andato storto.
«Poco dopo l’inizio della lezione la ragazza ha cominciato a sentirsi male — racconta il titolare della palestra, Gabriele Galigani — Le mancava il respiro. L’istruttrice e le persone presenti sono intervenute subito, chiamando il 118 e seguendo le indicazioni».
Vania ha vomitato dell’acqua, ma inizialmente è rimasta vigile, rispondendo alle domande. «Dopo una decina di minuti sono arrivati i medici e gli infermieri con l’ambulanza e hanno iniziato le operazioni di controllo — prosegue Galigani —. All’inizio si pensava potesse trattarsi di una congestione. Anche parlando con la mamma, Vania non aveva mai avuto segnali o sintomi gravi».
I tentativi di rianimarla
Col passare dei minuti, però, le condizioni della giovane sono peggiorate rapidamente: il respiro sempre più affannoso, poi il trasferimento d’urgenza al pronto soccorso del Ca’ Foncello di Treviso.
Qui Vania è andata in arresto cardiaco. Per almeno due ore i medici hanno tentato disperatamente di rianimarla ma ogni sforzo è stato vano.
Il padre e il fratello Matteo, 23 anni, sono stati avvisati intorno alle 15 e si sono precipitati al Ca’ Foncello. Quando sono arrivati in ospedale, per Vania però, non c’era ormai più nulla da fare.
La piangono gli amici, i compagni di università e i colleghi del Bacaro V di Quinto di Treviso, dove lavorava nei fine settimana. «Le mancava un anno alla laurea — dice Matteo — Lei mi stava sempre vicino. Più lei a me che il contrario. Questo rimpianto resterà per sempre».
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23 gennaio 2026 ( modifica il 23 gennaio 2026 | 07:47)
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