La partecipazione che passerà a Del Vecchio, che ha acquistato a fine 2025 il 30% de «Il Giornale» e si era fatto avanti anche per Gedi («La Repubblica» e «La Stampa»), dovrebbe essere almeno del 60%
Leonardo Maria Del Vecchio con la sua Lmdv Capital si appresta a diventare un editore a pieno titolo. Dopo l’acquisto alla fine dell’anno scorso di una minoranza pari al 30% de Il Giornale, ieri il cda della sua società di investimento ha formalizzato «un’offerta vincolante per l’acquisizione di una partecipazione di maggioranza in EN – Editoriale Nazionale», ha scritto il board di Monrif, la società presieduta da Andrea Monti Riffeser che ha deliberato quindi di procedere verso la formalizzazione dell’operazione. A pochi giorni dalla scadenza dell’esclusiva del 31 gennaio, il quarto figlio di Leonardo Del Vecchio, affiancato dall’ad Marco Talarico, ha confermato la sua offerta per il polo editoriale posseduto dalla famiglia Monti Riffeser che ha testate come «Il Giorno», «La Nazione», «Il Resto del Carlino» e «Qn». Nessun dettaglio è emerso su investimenti e quote. Ma la partecipazione che entrerà in portafoglio alla Lmdv Capital, attraverso la neo costituita Lmdv Media, dovrebbe essere almeno del 60%.
L’accordo con Riffeser
«Siamo felici e onorati di questo accordo con Leonardo Maria Del Vecchio, che rafforza il futuro di un’informazione libera e responsabile, oggi più che mai essenziale per la democrazia del nostro Paese», ha detto il presidente del gruppo Monrif, Andrea Riffeser, che è anche al vertice della Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), riconfermato per il triennio 2023-2026. Poco meno di un anno fa la capofila Monrif era stata delistata con un investimento equity di circa 15 milioni.
Il progetto
Per Leonardo Maria Del Vecchio si apre ufficialmente un nuovo capitolo. «Questa operazione — ha detto ieri l’imprenditore — rientra in un progetto industriale di lungo periodo che riconosce all’editoria un ruolo centrale per il Paese». In casa Lmdv capital la squadra è pronta per costruire il progetto. «Crediamo nel valore dell’informazione di qualità e nell’autonomia delle redazioni, ha aggiunto —. Il nostro impegno è investire con capitale paziente, mettendo tecnologia e competenze al servizio del lavoro giornalistico. Una volta completati i passaggi formali, intendiamo confrontarci con giornalisti, redazioni e Comitati di redazione per costruire un percorso condiviso». Sfumata la possibilità di comprare Gedi, Leonardo Maria Del Vecchio non ha perso coraggio e ha rilanciato. All’inizio dello scorso anno il suo family office aveva d’altronde allocato risorse proprio per investire nell’editoria. Ora l’impegno sarà di delineare un progetto che guardi anche alla crescita. «La tecnologia e la valorizzazione dei marchi editoriali – aveva detto nella recente intervista al Corriere – possono fare da volano a un settore che deve guardare al futuro con un nuovo progetto che metta al centro le persone. Il mio impegno è quello di un imprenditore, con grande senso di responsabilità».
23 gennaio 2026
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