Prima un forte mal di gola, poi la febbre alta e quindi il ricovero d’urgenza in ospedale di Oderzo e poi al Ca’ Foncello di Treviso, dove si trova ancora ricoverato. La diagnosi è stata impietosa: meningococco di tipo B. La disavventura è capitata ad uno studente 18enne che frequenta un istituto superiore di Conegliano: il giovane è stato seguito dall’unità operativa di neurologia e successivamente è stato trasferito in malattie infettive. Attualmente presenta una sintomatologia contenuta, con un decorso clinico favorevole.

I primi sintomi sono comparsi in data 19 gennaio, con febbre fino a 39°C, cefalea intensa, vomito e iniziale rigidità nucale. In seguito al peggioramento del quadro clinico il ragazzo è stato ricoverato il 21 gennaio. La Microbiologia, lo stesso giorno, ha tipizzato il ceppo, risultato B. Il Servizio Igiene e Sanità Pubblica (SISP), appena noto il ceppo, ha immediatamente attivato, come da protocollo, l’indagine epidemiologica e le conseguenti misure di sanità pubblica. Sono stati identificati in tutto 121 contatti, suddivisi come segue: contatti familiari e amicali: 25, di cui 20 sottoposti a profilassi; soccorritori e operatori sanitari: 25, di cui 23 sottoposti a profilassi; contatti scolastici, comprendenti compagni di classe e insegnanti: 43, tutti sottoposti a profilassi; contatti extra scolastici: 28, tutti sottoposti a profilassi.

Tutte le persone individuate come contatti sono state correttamente informate e gestite secondo le indicazioni vigenti. Il ragazzo risulta regolarmente vaccinato contro il meningococco di tipo B, avendo completato il ciclo vaccinale con due dosi nel corso del 2024. La vaccinazione potrebbe aver contribuito a una forma clinica meno severa della malattia. “L’Ulss 2 rassicura la popolazione poiché la situazione è costantemente monitorata e sono state adottate tutte le misure di prevenzione previste per la tutela della salute pubblica” così si legge in una nota.