Rimini – 23 gennaio 2026 – Lo Stato è disponibile a diventare socio di Aeffe investendo fino a 30 milioni di euro. A dirlo è la senatrice di Fratelli d’Italia, Mimma Spinelli, che sta seguendo le fasi del tavolo anticrisi. La crisi di Aeffe ha portato a una pioggia di lettere di licenziamento soprattutto nello stabilimento a San Giovanni in Marignano. “Il Governo sta gestendo i tavoli anticrisi con la sinergia di due Ministeri: il Ministero delle Imprese e del Made in Italy e il Ministero del Lavoro, nello specifico quello di Aeffe – spiega la senatrice -. Ci sono stati più tavoli per trovare soluzioni nell’interesse di tutti”.
“Partite le lettere di licenziamento”
“La procedura, purtroppo, si è chiusa il 12 gennaio con un mancato accordo tra le parti e quindi sono partite le lettere di licenziamento”. Successivamente “il 21 gennaio, al ministero del Made in Italy, c’è stata un’ulteriore convocazione. Fatta una precisazione, a fronte delle strumentalizzazioni dell’ultima ora da parte di due consigliere regionali del Pd e del parlamentare del territorio del Pd, ci tengo a precisare che come parlamentari eravamo presenti solo io e l’onorevole Colombo”.
I possibili sviluppi della crisi
Ed eccoci agli sviluppi che la crisi di Aeffe potrebbe prendere nei prossimi giorni. “La procedura oggi risulta chiusa, ma durante la riunione il dottor Mattia Losego, che gestisce il tavolo in nome e per conto del Ministro Urso, ha precisato che si poteva ragionare sull’ulteriore opzione presentata dal Ministero del Lavoro, e cioè la riapertura della stessa, e sulla disponibilità da parte del Ministero del Lavoro ad approfondire tutte le criticità amministrative rispetto alle lettere già partite e alle comunicazioni fatte all’Inps”.
“Lo Stato potrebbe diventare socio dell’azienda per 5 anni”
Per la senatrice il dato è rilevante, ma non l’unico su cui basarsi. “Il secondo aspetto che sta a cuore al Governo è il piano industriale che l’azienda presenterà. Lo Stato, non potendosi sostituire all’azienda, a fronte di un piano credibile e serio mette in campo un’azione importante, cioè quella di diventare socio dell’azienda e, per cinque anni, contribuire con risorse vere. Quindi lo Stato può intervenire con l’utilizzo sino a 30 milioni di euro, spalmati in cinque anni, e questo è uno strumento già attivo per altre situazioni, anche in Emilia-Romagna. Questo consentirebbe all’azienda di avere un polmone e quindi di tutelare al massimo l’occupazione”. In attesa di ulteriori sviluppi la crisi di Aeffe sta diventando anche oggetto di scontro politico.
“Mi corre l’obbligo di rispondere alla lettera fatta dal presidente della Provincia, Jamil Sadegholvaad, e firmata dalle due sindache Bertuccioli e Foronchi, una lettera che arriva semplicemente per attaccare il Governo fuori tempo massimo – attacca la senatrice -. Mi chiedo: da settembre conoscevate la situazione, mi risulta presentata direttamente dall’azienda. Mentite sapendo di mentire, perché mentre nel frattempo il Governo si è impegnato concretamente a trovare delle soluzioni, e sottolineo di concerto con la Regione nella persona dell’assessore Paglia, forse le istituzioni locali hanno dormito e oggi, solo per attaccare il Governo, calpestano e mancano di rispetto a quelle persone che rischiano concretamente di perdere il posto di lavoro”.