Stretta in arrivo sulle partite Iva “apri e chiudi”. Nel mirino ci sono 9 mila posizioni sospette, destinate alla chiusura d’ufficio nell’ambito del nuovo piano di controlli incrociati del Fisco per il 2026 che vedono il supporto massiccio della Guardia di Finanza. L’obiettivo è colpire i “furbetti”, le finte attività, evasione e concorrenza sleale, senza penalizzare i professionisti e le imprese che lavorano davvero.
Il focus
Si tratta delle partite Iva che nascono e muoiono in pochi mesi, o che restano formalmente aperte ma non presentano dichiarazioni per anni, diventando di fatto “dormienti”. Un fenomeno che il governo Meloni considera una delle leve per frodi Iva, cashback fasulli, false fatturazioni e lavoro nero mascherato da finto autonomo.
Come si ricorderà nel 2023 i primi provvedimenti di cessazione d’ufficio avevano riguardato poco più di 1.200 posizioni, salite a quasi 6.000 nell’anno successivo, un segno di come la macchina dei controlli si stia progressivamente rodando. Ora il salto di qualità con l’uso massiccio di banche dati e algoritmi di rischio. Secondo le stime dei tributaristi, le posizioni da chiudere potrebbero arrivare a circa 9 mila, concentrate soprattutto nelle regioni a maggiore densità di attività economiche.