Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta indirizzata al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, redatta da una 49enne di Brindisi che racconta la esperienza personale di tumore al seno richiamando l’attenzione sull’importanza della prevenzione e dello screening mammografico, con riferimento alla Legge Regionale n. 1 del 02/02/2022 e alla sua concreta attuazione sul territorio.
Si tratta di un appello civile e rispettoso, volto a contribuire al dibattito pubblico sulla tutela della salute delle donne.
Egregio Presidente,
sono una donna, mamma e professionista di 49 anni di Brindisi e come me immagino ce ne siano tante; purtroppo da un mese a questa parte, mi sono dovuta scontrare e ho toccato con mano quella che è la dura realtà di chi affronta un tumore al seno in prima persona. Come tante donne sono andata a fare a fine ottobre, una visita senologica ed ecomammaria, ovviamente privatamente, perché in convenzione non c’è nessuna agenda disponibile; da quel giorno la vita mi è cambiata, è arrivata una diagnosi che nessuna donna vorrebbe mai sentire: tumore maligno al seno.
Da lì in poi, la mia storia è diventata anche la storia di una sanità che, quando riesce ad attivarsi, sa essere competente e tempestiva, con l’ingresso nelle agende della Senologia dell’ospedale Perrino, a cui rivolgo i miei personali complimenti, per la velocità e l’accuratezza della diagnosi e successivo intervento eseguito l’11 dicembre 2025; adesso sono in attesa di visita oncologica e successiva radioterapia, ma quello è un altro capitolo.
Non scrivo questa lettera per raccontare una sofferenza personale.
Un’esperienza che mi ha portata a riflettere sull’importanza fondamentale della prevenzione e della diagnosi precoce, strumenti che possono davvero fare la differenza tra la vita e la morte.
La mia lettera nasce dalla constatazione che in Puglia esiste una legge regionale – la n. 1 del 2 febbraio 2022 – che prevede misure di potenziamento dello screening mammografico per le donne nella fascia d’età compresa tra i 45 e i 74 anni. Tuttavia, per quanto mi risulta, tale norma non è stata ancora pienamente applicata: attualmente, infatti, i programmi di screening continuano a coinvolgere soltanto le donne tra i 50 e i 69 anni.
Presidente, la mia domanda è semplice ma profonda: perché una legge che tutela la salute e la vita delle donne non è ancora diventata pienamente operativa? Alla luce della mia esperienza personale e di quella di tante altre donne che affrontano quotidianamente percorsi simili, domando se sia possibile potenziare le risorse, gli strumenti e l’organizzazione sanitaria affinché quanto previsto dalla legge regionale venga finalmente messo in pratica, così come stabilito dal decreto, garantendo a tutte le pugliesi il diritto alla prevenzione e alla diagnosi tempestiva.
Confido nella Sua attenzione verso un tema che riguarda la salute pubblica, la dignità delle donne e il futuro delle famiglie della nostra regione. Credo nella Sua sensibilità e nel Suo impegno, certo che la politica, quando ascolta storie vere, può trasformarsi in azione concreta. Lo chiedo perché la prevenzione non è un costo, ma una scelta di civiltà.
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