Nel 2025 sono stati circa 200 i pazienti con tumore al polmone trattati con terapia stereotassica curativa al Sant’Andrea.
“Si tratta di una tecnica di radioterapia avanzata che concentra dosi elevatissime e molto precise di radiazioni su tumori di dimensioni ridotte o metastasi, provocandone la completa distruzione”, spiega il professor Mattia Falchetto Osti, direttore dell’Unità di Radioterapia dell’ospedale.
La terapia stereotassica curativa
La terapia stereotassica curativa, spiegano dall’ospedale, “è totalmente non invasiva, ed è considerata un’opzione eccellente e curativa grazie alla sua capacità di abbinare un’efficacia clinica pari alla chirurgia e tempi di trattamento drasticamente ridotti. Non richiede anestesia né incisioni o ricovero ospedaliero. Annulla i rischi di impotenza e incontinenza che spesso sono la conseguenza dell’operazione chirurgica, e rispetto alla chemioterapia tradizionale azzera o comunque riduce al minimo i danni ai tessuti sani circostanti, come il retto e la vescica nel caso di tumore alla prostata. È ideale, infatti, per i tumori di piccole dimensioni come quello al cervello, al fegato, al pancreas, e alla prostata”.
Tra i vantaggi il fatto che “viene eseguita in regime ambulatoriale, la seduta dura poco più di dieci minuti e la cura comprende un ciclo di 5 o 6 sedute al massimo e a giorni alterni. In una decina di giorni il paziente ha portato a compimento la sua terapia. Gli effetti collaterali sono pochissimi, in casi rari è possibile che si manifesti nei giorni seguenti un aumento della frequenza urinaria”.
Le fasi prima del trattamento
Prima del trattamento viene effettuata una Tac e/o Pet (Tomografia a emissione di positroni) o Rmn (Risonanza magnetica nucleare) di simulazione, cioè del paziente in posizione di trattamento. “Questo passaggio ci è utile per acquisire le immagini ed elaborare un piano di cura personalizzato – spiega il professor Osti – In alcuni casi se lo riteniamo necessario e in accordo con il paziente prescriviamo dei farmaci per ridurre gli effetti infiammatori durante e dopo il trattamento. Il paziente, comunque, non è in nessun momento radioattivo e può tornare anche in ufficio o a casa dopo la seduta, proseguendo di fatto la sua normale vita familiare e lavorativa. In genere, e sempre in accordo con il reparto di oncologia, consigliamo la terapia stereotassica anche ai pazienti che, per età o per condizioni di salute, non possono affrontare i rischi di un intervento chirurgico tradizionale”.