di
Viviana Mazza

Il presidente al WSJ dopo la spaccatura politica. Gli Obama: campanello d’allarme, i nostri valori sono sotto attacco. Ma tra i repubblicani si erano fatti avanti i primi dubbi con la richiesta di un’«inchiesta indipendente»

Dalla nostra inviata a Minneapolis
Le proteste per la morte di Alex Pretti si sono estese ad altre città americane nonostante la tempesta che si è abbattuta su 22 Stati e le temperature sotto zero. A rimescolare le carte è il presidente Usa Donald Trump, che – in un’intervista al Wall Street Journal, rilasciata nella notte italiana – spiega come l’amministrazione stia «riesaminando tutto» sulla sparatoria  e  dichiara che gli ufficiali addetti all’immigrazione «a un certo punto» lasceranno la zona. Il leader si è rifiutato di dire se l’agente federale che ha ucciso Pretti abbia agito in modo appropriato. 

Ma lo scontro politico continua tra autorità statali e federali, come evidente ieri a Minneapolis dalle due conferenze stampa «rivali» del governatore Tim Walz e di Gregory Bovino, il comandante della Polizia di frontiera. Bovino ha incolpato della morte di Pretti i politici locali e altri che «diffamano le forze dell’ordine» e ha accusato «folle violente» di aver fatto saltare sabato l’arresto di un criminale; ha dichiarato alla Cnn che i suoi agenti sono «le vere vittime», che Pretti voleva attaccarli, e che sono stati spostati altrove «con compiti amministrativi». 



















































Walz invece ha condannato la campagna di diffamazione contro la vittima. Anche il capo della polizia locale, coadiuvata ora da 20 riservisti della Guardia nazionale, accusa gli agenti federali, dicendo che l’anno scorso i suoi uomini hanno recuperato 900 pistole dalle strade e arrestato centinaia di criminali, «senza sparare a nessuno». Un pediatra ha testimoniato in tribunale che gli uomini di Bovino esitarono quando lui si offrì di portare soccorso a Pretti e gli chiesero di vedere la sua licenza medica.

Così la versione sulla morte di Pretti dipende da quale governo dica la verità. Ma la novità è che un piccolo gruppo di repubblicani, come il senatore Bill Cassidy della Louisiana, chiede un’indagine indipendente delle autorità federali insieme a quelle statali finora tagliate fuori: «La credibilità di Ice e del dipartimento della Sicurezza interna sono a rischio». 

Altri repubblicani — il senatore Thom Tillis e il governatore dell’Oklahoma Kevin Stitt — non criticano Trump ma «funzionari tentati di chiudere l’indagine prima di aprirla» o che «consigliano male» il presidente. Stitt ha detto che «in molti americani, quello che stiamo vedendo in tv sta causando profonde preoccupazioni» e che non capiscono «l’obiettivo finale»: «Se è arrestare ogni persona che non sia cittadino, non è quello che vogliono». 

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E c’è il fatto che, per giustificare l’uccisione di Pretti, prima un funzionario della Giustizia e poi il capo dell’Fbi Kash Patel hanno detto che aveva con sé un’arma e non è possibile portarla a simili proteste (al che alcuni hanno notato che alle proteste Maga spesso molti sono armati), ma queste dichiarazioni hanno toccato soprattutto una corda sensibile per i conservatori, ovvero il Secondo emendamento: questo non è piaciuto ai deputati di destra Thomas Massie e Marjorie Taylor Greene e nemmeno alla potente lobby delle armi, la NRA che chiede di “non generalizzare” e far procedere le indagini. 

Greene ha affermato di essere al 100% favorevole alle deportazioni di immigrati illegali, ma «portare legalmente un’arma non è lo stesso che brandirla»; e ha difeso il diritto a manifestare e filmare le forze dell’ordine

Bovino ha detto alla Cnn che le protezioni del secondo emendamento non si applicano «quando si insorge, si aggredisce, si ritarda, si ostruisce e si impedisce agli agenti di far rispettare la legge» e ha insistito che Pretti stesse «brandendo» un’arma, ma non ne ha fornito prove.

Anche gli Obama sono scesi in campo, dicendo che quanto accade in Minnesota dovrebbe essere «un campanello d’allarme per ogni americano indipendentemente dal partito di appartenenza, perché molti nostri valori fondamentali come nazione sono sempre più sotto attacco».

Ma Bovino insiste che la sua missione continua per «rendere le città del Minnesota e dell’America un posto più sicuro»

La ministra della Giustizia Pam Bondi ha offerto di ritirare gli agenti se il Minnesota rinuncia a fare da «santuario» ai migranti, come reiterato da Trump in un post su Truth, e se le consegna le schede elettorali e consente di indagare sulle “frodi statali”, ma Walz ha rifiutato. Intanto, i senatori democratici intendono bloccare venerdì la legge di bilancio che finanzia anche la Sicurezza Interna, il che potrebbe portare ad un altro shutdown della pubblica amministrazione.

26 gennaio 2026 ( modifica il 26 gennaio 2026 | 08:32)