In cosa si rivede?

«Lucia è piena di vita, di voglia di fare, di studiare, crescere, acculturarsi. È la prima che appoggia il nuovo corso voluto dalla preside Liguori all’istituto Ortese. Mi ha lasciato ancora di più la voglia di conoscere, di essere curiosa, di sostenere, anche attraverso il mio lavoro, idee sane, belle».

Il contesto sociale della scuola che frequenta Lucia è delicato, difficile.

«Però sono adolescenti come tutti. Nonostante sia figlia di un poliziotto, Lucia è la prima a non fermarsi alle apparenze, a legarsi a una persona che proviene da una famiglia affiliata a un clan. Tutti i ragazzi hanno voglia di emanciparsi, crescere, sognare in grande».

La preside Liguori (interpretata da Luisa Ranieri) dice che vuole ridare a questi ragazzi la capacità di sognare.

«Certo, perché spesso, soprattutto in situazioni del genere, si ha anche paura di pensare, di dire cosa si vorrebbe diventare. Invece, è bello farlo ad alta voce, iniziando a costruire quello che potrebbe esserci nel futuro. Credo che se girassimo tutte le scuole superiori italiane, ci troveremmo con una quantità di idee e ambizioni, spesso nascoste e difficili da raccontare, che ci lascerebbe davvero sorpresi».

Lei com’era quando aveva 15 anni?

«Avevo da poco scoperto la mia passione più grande, il cinema. Sentivo questa voglia incessante di scoprire, capire, andare sul set. Mi nutrivo della mia curiosità. Poi, c’era anche la mia voglia di viaggiare e scoprire il mondo, nuove culture. Però questi aspetti di me non sono mai cambiati».

Il successo mondiale de L’Amica Geniale e della sua Lila le ha fatto mai sentire il peso delle aspettative?

«Devo ammettere che è stato un successo enorme, inaspettato. Però, è stato l’inizio della mia carriera, che è ancora tutta da costruire. Non ho mai voluto che la pressione di dover replicare un successo così importante guidasse le mie scelte e le mie possibilità. Io mi sento estremamente fortunata nel poter continuare a recitare e prendere parte a progetti che ritengo belli e importanti. Questo mi basta».

Quest’anno compirà 20 anni e quando si inizia a lavorare molto giovani può essere problematico crescere, cambiare sotto lo sguardo di tutti. È qualcosa in cui si rivede?

«Devo dire che io finora ho vissuto solo il lato bello della popolarità, quello della signora che ti ferma per strada e ti fa i complimenti. Per il resto, lavoro a parte, la mia vita è rimasta praticamente la stessa, frequentando le stesse persone, circondata dall’amore e dall’affetto della mia famiglia. Ecco, forse devo a loro questa mia normalità: mi hanno tenuta ancorata alla mia quotidianità e questo mi ha permesso di vivere le esperienze di qualsiasi adolescente, di crescere sentendomi libera di essere me stessa».

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Stylist: Martina Nasti, Look: Nissa couture, Make-up: Morgana Di Giacomo, Hair stylist: Michele Luciano, Press: laPalumbo ComunicazioneMega Diana