In trasferta l’Udinese va forte. Non è un’impresa vincere (1-3) contro un Verona in crisi senza fine. Ma è un risultato importante che dà consapevolezza ai friulani che raggiungono la Lazio a quota 29 e sono a un punto dal Bologna, ottavo. Fisicità, superiorità tasso tecnico più elevato e un attaccante che se sta bene come quest’anno, Keinan Davis, è devastante. Firma il terzo gol (di Atta e Zanoli gli altri due), ma è un incubo per i difensori di un Hellas lacerato, distrutto da una campagna cessioni che lo sta portando a una situazione davvero complicata. Via anche Giovane, l’uomo di maggior spessore, sembra quasi che la squadra si sia sfilacciata anche psicologicamente. La resa del secondo tempo dice tutto e Paolo Zanetti, che di miracoli ne ha fatti già abbastanza, stavolta non sa proprio a chi rivolgersi. La prima delle cinque partite verità contro avversarie, sulla carta, abbordabili, è andata. E sabato a Cagliari servirà una reazione forte. Altrimenti sarà davvero difficile non dire addio alla serie A. Al Bentegodi c’è freddo e desolazione e non potrebbe essere altrimenti. I cori di scherno sulla proprietà si sprecano. L’Udinese domina prende e porta a casa e aspetta la Roma lunedì prossimo per capire se davvero può salire all’ottavo piano. 

IN CAMPO Zanetti conferma la stessa formazione di Cremona, naturalmente eccetto Giovane che ha già debuttato col Napoli. Al suo posto numericamente la certezza Serdar che era entrato per mezz’ora contro i grigiorossi. Quindi in porta ancora Perilli e non il capitano Montipò declassato. Runjaic, senza Zaniolo, che torna a Lecce l’8 febbraio, sorprende tutti: niente seconda punta, come aveva fatto intuire, ma due mezzali offensive, Ekkelenkamp e Atta a ridosso del colosso Davis. Dietro si mette a tre accontentando Kristensen che torna al centro (esce Kabasele) con Solet a destra e Bertola sinistra. E’ un 3-4-2-1. I due centrali della sfida sono danesi. Nelsson è il pilastro imprescindibile per Zanetti. L’ex di turno è Enzo Ebosse. Davis parte forte, Perilli rimedia in angolo, ma è fuorigioco dopo 10’. Ekkelenkamp ci prova poco dopo, l’Udinese ha sicuramente maggior tasso tecnico, ma non spinge come dovrebbe. Quando usa la qualità passa, azione di Davis, Zemura serve Atta che non trova opposizione dall’incerto Lirola, calcia a giro e trova la sfortunata deviazione di testa di Slotsager. Udinese in vantaggio, ma la gioia dura tre minuti perché lo stesso Atta è estremamente leggero nel perder palla. Sarr riparte a tutta, scavalca Miller, mette al centro dove Orban evita i deboli contrasti di Solet e Kristensen e firma il settimo gol in campionato: 1-1. Aveva ragione Runjaic a temere il contropiede del Verona che in ripartenza è micidiale anche con quel poco che ha. Non c’è tanto da annotare fino al recupero se non un pit-stop di Zanoli che ha male a un piede e l’ultima grande occasione dell’Udinese al 47’ su solita azione da panterone di Keinan Davis. Zemura stavolta usa bene i piedi ma trova Perilli che manda in angolo. 

SECONDO TEMPO Stessi 22 del primo in campo per la ripresa. Lirola continua il momento no beccando il giallo dopo 20 secondi. L’Udinese sembra ancora più padrona rispetto all’Hellas pur non osando come dovrebbe. Atta colpisce di testa, ma alto. Poi Gagliardini (ammonito) stende Davis. Punizione ghiotta per Zemura che calcia sulla barriera, ma dopo un groviglio in area Nelsson serve maldestramente Zanoli, che colpisce per il suo primo gol in bianconero con una splendida conclusione. E’ il minuto 13 ed è un colpo duro per il Verona che ringrazia Perilli che salva su Atta due volte di fila. Hellas che sembra in balia dell’avversario. E infatti al minuto 22 ecco il terzo gol, firmato dal migliore in campo: Keinan Davis, anche per lui sono sette. Karlstrom lo serve, lui col tacco libera Atta che gli dà il pallone sulla corsa, sinistro di potenza e niente da fare per Perilli. Zanetti, sconsolato, prova a inserire Harroui, Niasse e anche Isaac, ma la reazione gialloblù è tutta in una girata, bella, di Orban deviata in angolo. Ma Davis, prima di lasciare per Gueye, si concede un altro assolo che per poco non porta al poker e al suo bis. Partita davvero di altro livello quella dell’inglese, mvp per distacco. Solo Orban ci crede ancora e Okoye manda la sua punizione in angolo. Ultimo sussulto di una gara che finisce malissimo per l’Hellas che ora è davvero nei guai.