di
Orsola Riva

Entro il 31 gennaio il ministero dell’Istruzione e del Merito farà il suo annuncio. Chi boicotta l’orale viene bocciato e si terrà conto anche delle attività extrascolastiche «particolarmente meritevoli»

Ultima settimana di passione per i maturandi 2026. Questa settimana si sapranno finalmente le materie della seconda prova. Il termine ultimo è fissato per sabato 31 gennaio ma gli studenti sperano che il ministero si muova con qualche giorno d’anticipo, visto che quest’anno in ballo non ci sono anche le materie dell’orale. Così ha voluto il ministro Giuseppe Valditara: addio all’orale «all inclusive» in cui gli studenti, almeno in teoria, portavano tutte le materie dell’ultimo anno. D’ora in poi le discipline del colloquio saranno solo quattro, diverse ogni anno, e si sapranno appunto insieme alle materie della prova scritta di indirizzo: versione di latino o greco per il classico (quest’anno, in base all’alternanza, toccherebbe greco), i problemi di matematica o fisica per lo scientifico (fisica pura non è mai uscita, semmai dei problemi di argomento fisico) e così via. 

Le materie dell’orale

Un ritorno all’antico, o meglio al moderno, visto che l’orale con quattro materie soltanto è quello che si ricorda la generazione dei padri, che poi è la stessa di Valditara. I nonni invece le materie le portavano tutte, anzi portavano tutte le materie degli ultimi tre anni! Solo dopo il Sessantotto fu varata (dal ministro Fiorentino Sullo) una riforma che completava lo smantellamento della Maturità di gentiliana memoria riducendo le materie a quattro, appunto.



















































Le commissioni

Le altre novità della Maturità con il marchio Valditara sono una commissione più snella (e quindi anche meno onerosa, nonostante un arrotondamento dei compensi): quattro membri di cui due esterni (anziché sei), più il presidente anch’esso esterno. 

E l’obbligo tassativo di sostenere tutte le prove. Una norma di legge voluta dal ministro dopo che l’anno scorso alcuni studenti si erano rifiutati di sostenere il colloquio per protesta contro un sistema giudicato troppo competitivo e iniquo, contando sul fatto che con i crediti maturati nel triennio e i voti incassati nei due scritti raggiungevano comunque la sufficienza. D’ora in poi «l’esame è considerato valido solo se il candidato svolge regolarmente tutte le prove previste»: chi fa scena muta di proposito verrà bocciato; non così invece chi, preso dal panico, non riuscisse ad aprire bocca. 
Quanto al cosiddetto «bonus» per i più bravi passa da 5 a 3 punti, purché il candidato abbia ottenuto con le tre prove e i crediti del triennio un punteggio complessivo di almeno 90 punti. 

L’educazione civica

Nuova enfasi durante il colloquio anche alle attività di alternanza scuola-lavoro, che sempre per volontà di Valditara tornano a essere intitolate al lavoro (prima si chiamavano «percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento»). E anche all’educazione civica. Nel corso dell’orale si terrà conto anche delle informazioni contenute nel «curriculum dello studente», comprese le attività extrascolastiche «particolarmente meritevoli»: un tema, quest’ultimo, che ha già sollevato parecchie polemiche perché rischia di sfavorire ulteriormente chi proviene da contesti già più svantaggiati.

Il nome

Ultima novità – per il ministero è la prima: torna la dicitura «esame di Maturità» che, almeno formalmente era stata levata dal ministro Luigi Belinguer nel 1997, anche se tutti – studenti, genitori e docenti – continuavano a chiamarla così. Ma anche in questo caso le parole pesano: come ha spiegato lo stesso ministero,  si è voluto «ridare senso alla Maturità resistuendo valore a un passaggio desicivo del percorso formativo, riaffermando i principi del merito, dell’impegno, della responsabilità individuale. Per questo non sarà più possibile boicottare la prova orale e la valutazione terrà conto anche dell’impegno del candidato in attività extrascolastiche particolarmente meritorie. 

26 gennaio 2026 ( modifica il 26 gennaio 2026 | 17:21)