di
Viviana Mazza
Sono i volontari che incitano alla resistenza contro le pratiche violente dell’Ice. Di strada in strada
DALLA NOSTRA INVIATA
MINNEAPOLIS – «Sono stanco di soffiare nel fischietto, sono stanco di tenere in mano manifesti, sono stanco di dare lezioni sulla sicurezza. Sono così fottutamente stanco», dice Janerio Taylor di fronte al memoriale di Alex Pretti, mentre gli altri in cerchio fanno silenzio per ascoltarlo. «E so che siete stanchi anche voi, per questo mi state ascoltando tutti, qualcosa di quello che dico risuona nei vostri cuori… Siamo qui perché vogliamo giustizia per questo fratello e in secondo luogo vogliamo che la dannata Ice se ne vada da questa città».
Taylor porta al collo il fischietto degli «osservatori». Usato per segnalare la presenza di agenti dell’Ice. E sembra che anche Alex Pretti fosse un osservatore, una delle persone che accorrono quando ci sono avvistamenti di agenti federali nei quartieri di Minneapolis, dove la resistenza è organizzata attraverso chat su Signal. Per questo li riprendeva con il cellulare.
Molti di loro non si considerano tanto manifestanti quanto «protettori» dei propri quartieri e della Costituzione. C’è una organizzazione meticolosa dietro, evidente dai fischietti identici, dalle canzoni, dal modo in cui seguono gli agenti dell’Ice: quelli che lo fanno si fanno chiamare «pendolari» e ricevono via Signal informazioni aggiornate sul passaggio dei convogli dei federali quartiere per quartiere. Una fonte ha detto all’Atlantic Monthly, che ha dedicato un lungo reportage al tema, che 65.000 persone (non tutti tipici attivisti di sinistra) hanno frequentato a Minneapolis corsi di sicurezza organizzati da gruppi no-profit e che non esiste una leadership centrale ma usano per comunicare i network e le chat formate per la prima volta dopo l’uccisione di George Floyd nel 2020. Dopo l’uccisione di Floyd da parte della polizia, ci furono violente proteste a Minneapolis, e c’erano anche provocatori e saccheggiatori di negozi. Taylor racconta al Corriere che la rabbia contro la polizia lo portò a unirsi a un gruppo di Black Panthers (porta ancora le spille appuntate sulla giacca): giravano armati per la città, ma poi ha contestato la leadership, ha lasciato il gruppo e ora ha preso il fischietto in mano.
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Gli osservatori stanno anche davanti alle scuole, ai ristoranti o altri posti dove ci sono immigrati. Ma l’opposizione all’Ice è anche un boicottaggio, ed è stato a volte rifiutato loro l’uso di stazioni di benzina. Vengono presi di mira gli hotel dove si sospetta che dormano gli agenti. L’altro ieri sera un gruppo di manifestanti ha convocato un raduno davanti a uno di questi hotel del gruppo Hilton, chiedendo di portare oggetti per far rumore, ma la situazione è degenerata: alcuni manifestanti hanno fatto irruzione nella hall, scritto insulti sulle finestre, distrutto vetrate e abbattuto un pezzo dell’insegna dell’hotel; allora sono arrivati gli agenti federali della Polizia di frontiera (come quello che ha sparato a Pretti), che hanno puntato i fucili anche sui giornalisti. Uno degli agenti gridava: «Ho una domanda per i media: dov’è la polizia locale?».
La cacofonia di fischietti e di clacson, le grida di rabbia «Ice out! Fuck You! Go Home!» stanno «rendendo quasi impossibile fare il loro lavoro», ha affermato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. «Immaginate di venire qui alla Casa Bianca per fare il vostro lavoro — ha detto ai giornalisti — e ci sono agitatori di sinistra o di qualsiasi ideologia che vi minacciano, usano le foto per identificarvi, vi mordono le dita (è successo sabato, il manifestante è stato arrestato, la portavoce del dipartimento ha diffuso la foto della punta di un dito mozzato, ndr)». Dalla loro parte, oltre alle morti di Pretti e Renée Good, gli agenti federali hanno gettato i manifestanti a terra sull’asfalto, buttandosi sopra di loro, hanno spruzzato agenti chimici in faccia a gente già immobilizzata a terra, hanno rotto i finestrini di auto che li seguono e trascinato fuori i passeggeri.
Agli occhi della destra non c’è ragione per cui queste persone dovrebbero frapporsi alle attività degli agenti e ogni tentativo di resistenza organizzata è sinistro. Fox News ha infiltrato la chat e il database degli osservatori affermando che si tratta di una «rete complessa di organizzazioni di estrema sinistra», dove gli agenti Ice sono definiti «Abductors» (rapitori). Alle 9.50 di sabato mattina, poco prima dell’uccisione di Pretti, una utente di nome Willow aveva condiviso un video di 22 secondi su Signal ai «rapid responders» anti-Ice, indicando che fuori dal negozio di donut Glam Dolls c’erano gli agenti Ice. Quando viene annunciata in chat la morte di Pretti, viene definito «un osservatore civile». Per Fox anche i «video sensazionalistici» con cui è stata diffusa la notizia della morte sono «armi della propaganda» di «agitatori di sinistra e di pazzi» che incoraggiati dalle autorità dello Stato ostacolano agenti che «rischiano la vita per rendere Minneapolis sicura». Ma gli osservatori ritengono di essere loro le persone pronte a rischiare la vita per mostrare a tutti la verità, difendere le proprie libertà garantite dal Primo emendamento e la sicurezza della propria città.
27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 07:43)
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