di
Alessandra Arachi e Carlotta De Leo

Le celebrazioni al Quirinale. La premier Meloni: condanniamo la complicità del regime fascista nelle persecuzioni.

«Nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva odio». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando in occasione del Giorno della memoria.
 
La Shoah, spiega il Capo dello Stato, è stata «non soltanto una barbara e improvvisa esplosione di odio razziale» ma «uno sterminio  lungamente progettato e programmato». E questo « sistema di morte» è stato  «il frutto avvelenato di una grande, rovinosa menzogna: la menzogna che la vita, la dignità, i diritti possano essere calpestati, nel turpe nome di una supremazia razziale o biologica. La grande menzogna della Shoah, nata nel chiuso dei circoli fascisti e nazisti, si diffuse e si sparse attraverso una  campagna di propaganda e manipolazione». 

Al Quirinale, in prima fila Liliana Segre, Edit Bruck, Sami Modiano i sopravvissuti di Auschitz. E Mattarella si rivolge proprio alla senatrice a vita quando dice di vedere negli attacchi contro di lei «volgarità e imbecillità: come lo sono da sempre le manifestazioni di razzismo e di antisemitismo, del resto configurati dalla legge come reati. Il loro riproporsi e diffondersi è indice di alta pericolosità e interpella una azione rigorosa da parte delle autorità di tutta l’Unione Europea».



















































Meloni: antisemitismo è un morbo che è tornato a diffondersi

Alla cerimonia partecipano anche la premier Giorgia Meloni,  i presidenti di Senato e Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, il vicepremier Antonio Tajani, i ministri Giuseppe Valditara, Matteo Piantedosi, Alessandro Giuli e Andrea Abodi. «Oggi torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938» afferma la premier, sottolineando  che l’antisemitismo è «un morbo che è tornato a diffondersi con forme nuove», ma ribadisce l’impegno del governo «per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga che avvelena le nostre società». 

Segre: la speranza è nell’Europa

Quando prende la parola, la senatrice a vita, Liliana Segre  parla al presente: «Si può e si deve parlare di Gaza nel Giorno della memoria: si può parlare si Iran, Iran, Ucraina e tutto ciò che chiama in causa la umanità, ma non si può usare Gaza contro il Giorno della memoria».  «Sono incredula e smarrita di fronte alle esibizioni di prepotenza allo stato puro» da parte di leader mondiali («ce ne sono molti») che ricordano «Charlie Chaplin che si balocca con il mondo» nel film «Il Grande Dittatore»; «tutti in posizioni di potere, bullizzano e rompono i patti».  «In questo momento critico abbiamo una speranza che si chiama Europa.  l’Ue deve dimostrarsi all’altezza delle sfide, orgogliosa comunità di democrazie». 

Le celebrazioni

Nel grande salone dei Corazzieri,  all’inizio delle celebrazioni il silenzio è rotto soltanto dalle note di un piano e di un clarinetto. Liliana  Segre, Edit Bruck, Sami Modiano i sopravvissuti di Auschitz, in prima fila osservano seri il video che mostra le immagini del campo di concentramento liberato dalle truppe sovietiche il 27 gennaio 1945. Commossi in prima fila, la premier Meloni,Il presidente Sergio Mattarella accompagnato come sempre dalla figlia Laura. In sala anche Noemi Di Segni che racconta: «Ho raccolto una pietra una settimana fa, l’ho messa su un muro innevato nel campo di concentramento di Auschwitz. Un’altra l’ho portata con me, pesante dentro la borsetta perché pesante è il ricordo» «Come fa un sasso – continua – a rappresentare un intensità del divino e parimenti dello sterminio? Un sasso per il nostro rito funebre sostituisce un fiore». E poi rivolta a Edit Bruck: «Edit ti ho portato, come promesso, una pietra per te». 


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27 gennaio 2026 ( modifica il 27 gennaio 2026 | 13:10)