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L’Iran ha giustiziato un uomo dopo averlo riconosciuto colpevole di spionaggio per conto di Israele. Lo ha riportato l’agenzia di stampa iraniana Mizan. “Hamidreza Sabet Esmaeilipour, arrestato il 29 aprile 2025, è stato impiccato per il reato di spionaggio e cooperazione di intelligence a favore di un servizio di intelligence ostile (Mossad, ndr) attraverso il trasferimento di documenti e informazioni classificate, dopo che il verdetto è stato confermato dalla Corte Suprema e attraverso procedure legali”, afferma Mizan.

«Un regime che può mantenersi al potere solo con la forza bruta e il terrore contro la propria popolazione ha i giorni contati», ha avvertito il cancelliere tedesco Friedrich Merz, precisando poi che «potrebbero essere settimane, ma questo regime non ha alcuna legittimità per governare il Paese e se ci sono state decine di migliaia di vittime nelle ultime manifestazioni contro il regime, è evidente che il regime dei mullah può mantenersi al potere solo con il terrore puro».

Parole molto simili da parte del segretario di Stato americano Marco Rubio, secondo il quale «l’Iran è più debole che mai». In un’audizione al Senato, Rubio si è detto sicuro che le proteste possono essersi affievolite, ma torneranno a divampare in futuro. Interrogato sulla stima del dipartimento di Stato su quante persone siano morte durante le proteste in Iran, il segretario di Stato ha replicato che si tratta sicuramente di migliaia.

Intanto, il presidente Usa Donald Trump è tornato a rimarcare la presenza nei pressi dell’Iran di una «grande armata, più grande di quella inviata in Venezuela», pronta, «come per il Venezuela, a compiere la sua missione, con rapidità e violenza, se necessario». In un post su Truth, Trump ha quindi ribadito: «Speriamo che l’Iran si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo – NIENTE ARMI NUCLEARI – che sia vantaggioso per tutte le parti». “Il tempo stringe”, ha ammonito il presidente americano, sollecitando Teheran a fare un accordo: «Come ho già detto all’Iran una volta, FATE UN ACCORDO! Non l’hanno fatto, e c’è stata l’’Operazione Martello di Mezzanotte’, una massiccia distruzione dell’Iran. Il prossimo attacco sarà peggiore! Non fatelo accadere di nuovo».

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La missione iraniana all’Onu ha immediatamente risposto al presidente Usa tramite un post sul proprio account X. «L’ultima volta che gli Stati Uniti sono entrati in guerra in Afghanistan e Iraq, hanno sperperato oltre 7 trilioni di dollari e perso più di 7.000 vite americane. L’Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni, ma se spinto all’angolo, si difenderà e risponderà come mai prima d’ora!».