Nel 2012, quando Trump era poco più che una star da reality, il tycoon aveva commentato via Twitter alcuni aspetti della vita privata di Kristen Stewart, suggerendo all’allora compagno dell’attrice, Robert Pattinson, di chiudere la relazione con lei. Cinque anni più tardi, nel 2017, quando Trump era stato eletto a presidente degli Stati Uniti, Kristen Stewart aveva riflettuto sulla faccenda, parlando con Variety: «Era arrabbiato con me, era davvero ossessionato da me un paio di anni fa, il che è fottutamente folle» poi aveva continuato «Non riesco nemmeno a capirlo. È un concetto così assurdo che non voglio credere che sia realmente accaduto. È folle».

Archiviato il capitolo Trump, nella stessa intervista a The Times of London, Kristen Stewart ha voluto dedicare una riflessione al modo in cui l’industria cinematografica tratta differentemente attrici e registe. Spiega Stewart: «La gente pensa che chiunque possa fare l’attrice, ma la prima volta che mi sono seduta a parlare del mio film come regista, ho pensato, wow, questa è un’esperienza diversa, mi parlano come se fossi una persona con un cervello». L’attrice ha poi aggiunto: «C’è questa idea che i registi abbiano capacità ultraterrene, il che non è vero. È un’idea perpetuata dagli uomini. Non per sembrare che mi lamenti sempre, ma è peggio per le attrici che per gli attori: vengono trattate come marionette, ma non lo sono» Steart chiosa con una lode alla protagonista di The Chronology of Water, Imogen Poots, che ha messo «corpo e anima» in questo film.