Ascolta la versione audio dell’articolo
All’insegna del realismo, il Governo tedesco ha abbassato le stime di crescita della prima economia d’Europa, portando le proprie previsioni sul 2026 in linea con quelle dei principali istituti del Paese, della Bundesbank e del Fondo monetario internazionale.
Per l’anno in corso, le stime di aumento del Pil scendono così all’1%, rispetto all’1,3 indicato a ottobre. Per il 2027, il ministero dell’Economia punta ora su una crescita dell’1,3% (contro l’1,4% precedentemente stimato).
I nodi
A dicembre, la Bundesbank ha previsto una crescita dello 0,9% quest’anno, per un terzo da attribuire a un maggiore numero di giorni lavorativi.
L’economia tedesca ha schivato una nuova contrazione nel 2025, dopo quelle dei due anni precedenti. Il Pil è salito di appena dello 0,2%, zavorrato da problemi strutturali che richiederanno diversi anni per essere superati e dalle tensioni internazionali accese dalla politica estera mercantilistica degli Stati Uniti, che hanno frenato più del previsto l’industria manifatturiera tedesca.
Nel rapporto presentato mercoledì 28 gennaio, il ministero dell’Economia prevede solo un debole aumento delle esportazioni (+0,8%) e dei consumi privati (+0,8%), mentre i consumi pubblici saliranno del 2,4%, offrendo il maggior contributo alla crescita complessiva del 2026.
