Gli agenti della Polizia di frontiera degli Stati Uniti coinvolti nella sparatoria mortale di Alex Pretti a Minneapolis sono stati sospesi dal servizio. Lo ha reso noto la portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna, Tricia McLaughlin. Gli agenti non sono stati identificati pubblicamente.
Il dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti ha ritrattato le dichiarazioni rilasciate sabato scorso su Alex Pretti, inizialmente descritto come una persona che avrebbe “violentemente resistito” agli agenti della Polizia di frontiera e che sembrava voler “massacrare le forze dell’ordine”. “Ora è chiaro che la dichiarazione iniziale si basava su rapporti della Polizia di frontiera provenienti da una scena estremamente caotica sul terreno. E’ proprio per questo che è in corso un’indagine e il Dhs lascerà che siano i fatti a guidarla”, ha dichiarato oggi un portavoce a Nbc News. Alla domanda se il dipartimento confermi le affermazioni della segretaria alla Sicurezza interna, Kristi Noem, che aveva definito Pretti un terrorista interno, la portavoce dell’agenzia Tricia McLaughlin ha risposto a Fox Business: “Credo che sia proprio per questo che l’indagine è così importante, affinchè si possano ottenere fatti accurati”.
Nella serata di ieri, il vice capo di gabinetto della Casa Bianca Stephen Miller ha affermato che la dichiarazione iniziale del Dhs si basava sui resoconti forniti dalla Polizia di frontiera sul posto e che le autorità stanno “valutando” il motivo per cui la Polizia di frontiera non avrebbe seguito i protocolli appropriati durante l’incidente.