Stefan Küng, vicino al suo esordio stagionale, si prepara alle Classiche con l’obiettivo di conquistare una vittoria. Dopo l’addio alla Groupama-FDJ, squadra con cui ha corso dal 2019, è approdato alla Tudor Pro Cycling per provare a vincere una classica, aiutato da un nuovo ambiente e da nuovi stimoli. Questa settimana farà il suo debutto stagionale alla Challenge Mallorca, un’occasione per testare lo stato di forma dopo l’inverno e prepararsi in vista delle Classiche. La presenza di Tadej Pogačar e Mathieu Van der Poel è un fattore da non sottovalutare, ma lo svizzero resta fiducioso, per il fatto che, a suo parere, le evoluzioni e i cambiamenti nel ciclismo hanno aumentato le sue possibilità di risultato.

“Alla fine della stagione 2024 sapevo che sarebbe stato il mio ultimo anno in Groupama-FDJ. Non è stata una decisione contro la squadra, ma una scelta per cambiare, per avere una nuova sfida – ha spiegato a Cyclingnews durante il ritiro del team in Spagna – Credo che dopo tanti anni con le stesse persone, a volte qualcosa di nuovo possa migliorarti. Avevo bisogno di un ambiente che mi stimolasse. Sono ancora pronto per il cambiamento e voglio migliorare. Volevo che le persone intorno a me mi ponessero richieste difficili e volevo provare qualcosa di nuovo”. Sulla scelta di approdare alla squadra svizzera, aggiunge: “La gente dice che è un abbinamento logico perché sono svizzero, e questo è carino, ma la nazionalità della squadra non era nella mia lista di pro e contro quando ho deciso quale team scegliere. Ci sono nove svizzeri in Tudor, ma è una squadra molto internazionale e ambiziosa. Credo davvero in questa squadra: è giovane, con una dinamica positiva, dove tutti vogliono arrivare al top“.

Küng sarà il leader della squadra nelle Classiche, iniziando da Omloop Het Nieuwsblad, E3 Saxo Classic e Dwars Door Vlaanderen, per poi concentrarsi su Giro delle Fiandre e Parigi-Roubaix. Lo svizzero ha già collezionato sei top-10 nelle Classiche sul pavé, tra cui il pesante terzo posto al Paris-Roubaix 2022. Nonostante la presenza dei due campioni punta alla vittoria. “Certo, le probabilità sono contro di me: forse nove volte su dieci, Tadej e Mathieu saranno più forti, ma credo che un giorno, in un’occasione giusta, la vittoria possa arrivare. Nelle Classiche non si sa mai come evolverà la corsa, ed è anche questo che le rende speciali. So cosa serve per essere competitivo in queste gare. Non bisogna mai mollare e continuare a provarci. Poi, una volta che sei lì a lottare, puoi vincere. Basta quel colpo giusto e può cambiare la carriera. Se l’opportunità si apre, devi essere pronto a coglierla“.

Küng ritiene che l’evoluzione del ciclismo sotto diversi aspetti, dalla performance all’alimentazione, abbia giocato a suo favore: “Basta guardare la velocità media rispetto a dieci anni fa: andiamo due o tre chilometri all’ora più veloci“, ha spiegato. “Questo grazie all’evoluzione dei materiali, al miglioramento dei corridori, agli allenamenti in quota e alla nutrizione. Quando sono diventato pro, i carboidrati erano visti come nemici. Ricordo corridori lamentarsi che c’erano troppi carboidrati al buffet dell’hotel. Oggi è completamente diverso: si mangiano quanti più carboidrati possibile. I miglioramenti nella nutrizione hanno reso le Classiche più intense, perché la parte finale parte già a 150 km dal traguardo. Ma questo mi si addice: quando la gara è dura da lontano, conta molto anche la resistenza e la tenuta”.

La presenza dello sloveno e del neerlandese rende la vita difficile a tutti nel gruppo, ma lo svizzero non si lascia scoraggiare, ritenendosi adatto e avvantaggiato al nuovo modo di correre che si è consolidato nell’epoca di questi due campioni: “Forse mi stanco un po’ meno degli altri o della maggior parte degli altri – ha dichiarato- Per me è meglio se la gara è dura da lontano. Negli ultimi anni questo ha giocato a mio vantaggio: dopo la settima o ottava accelerazione forte riesco a seguire molti avversari e poi posso competere con loro. L’evoluzione del ciclismo mi ha avvantaggiato“.