Scandicci (Firenze), 29 gennaio 2026 – La tempesta perfetta. Il 5 febbraio i sindacati del comparto moda Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil incontreranno l’amministratore delegato del gruppo Kering, Luca De Meo. All’ordine del giorno piani industriali e tutela delle filiere produttive. In Toscana ci sono circa 6.000 lavoratori (3500 solo nell’area fiorentina) che guardano con attenzione a questo incontro. Le premesse non sembrano essere delle migliori, visto che la prima notizia a uscire è stata la ristrutturazione del brand Alexander McQueen, sul tavolo l’ipotesi di riduzione di un terzo della forza lavoro, pari a 60 esuberi su 180 lavoratori, ripartiti nei tre stabilimenti di Parabiago, Novara e Scandicci, dove lavorano 40 persone.
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“Lunedì scorso – ha detto Massimo Bollini Filctem Cgil – l’azienda ha presentato dati che indicano per McQueen una riduzione dei ricavi pari al 60%, un calo drastico dei volumi produttivi. Il loro obiettivo è ridurre i costi partendo dalla riduzione del personale. Abbiamo chiesto fin da subito la massima trasparenza su piano industriale e strategie di rilancio per il brand, oltre all’attivazione di tutte le sinergie di gruppo per minimizzare l’impatto di questa ristrutturazione”.
L’obiettivo del brand è quello di recuperare una redditività sostenibile nei prossimi tre anni, ponendo le basi per il futuro di lungo periodo. “Siamo impegnati – fanno sapere da McQueen – a condurre un dialogo costruttivo con i nostri dipendenti e a supportarli durante tutto questo processo e la relativa transizione”.
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Anche il gruppo Kering con una dichiarazione, si è espresso sulla ristrutturazione: “Siamo fiduciosi che queste misure rafforzeranno la posizione di McQueen nel mercato globale del lusso, consentendo di allinearsi al meglio ai propri obiettivi strategici e alle proprie esigenze operative”. Kering ha sul territorio italiano 13.500 lavoratori. Il quartier generale del gruppo in Italia è Scandicci, dove si trova un centro direzionale del gruppo e dove ci sono i due insediamenti produttivi principali di Gucci, lo stabilimento di Yves Saint Laurent, e un centro di Balenciaga. In tutto quasi 3500 lavoratori, tra i quali serpeggia una certa apprensione: si parla di una riorganizzazione in arrivo con una possibile riduzione del personale, riduzione dei volumi, e la conseguente ristrutturazione dei processi produttivi. Il risultato finale potrebbe essere l’internalizzazione della quasi totalità della produzione.
I sindacati, al secondo anno di crisi strutturale del comparto moda, guardano con attenzione a questo processo in atto. “Chiaramente – ha aggiunto Bollini – c’è preoccupazione non solo per la tenuta occupazionale di tutto il gruppo Kering, ma anche per la filiera, già provata da anni di crisi e incertezze. Nell’incontro con l’Amministratore Delegato Luca De Meo chiederemo sia fatta chiarezza rispetto a quelli che sono i piani industriali che il gruppo vuole mettere in campo, e sul loro impatto per i distretti e le filiere produttive ad essi collegati, nella speranza che ci sia la volontà di avere corrette relazioni industriali per affrontare la difficile situazione che tutte le aziende del gruppo e i distretti produttivi stanno vivendo”.
Per capire esattamente cosa accadrà, febbraio sarà un mese determinante. Dopo l’incontro del 5 coi sindacati, il 9 il Cda di Kering proporrà il saldo per l’anno finanziario, che sarà successivamente presentato per l’approvazione all’assemblea annuale del maggio prossimo.
