Nelle nuove creazioni della linea più preziosa della maison milanese restano i codici armaniani ma con quello che la stessa Silvana Armani, nel corso di un’intervista, ha definito “un twist”. Abiti portabili, “pezzi sensati”. Il suo sguardo femminile sulla moda è coerente ma diverso, idealizzato ma concreto. L’evoluzione nel Privé si legge nel preziosismo che prende i toni delicati della giada: verde, rosa e bianco, contrastati dal grafismo del nero. L’armonia, di cui questa pietra dai colori unici è simbolo, si ritrova nelle silhouette liquide e verticali di rasi e sete. Tutto si appoggia con grazia sul corpo: i tailleur d’impronta maschile, le giacche precise e svuotate di struttura, i bustini ricamati indossati con pantaloni dal taglio maschile, gli abiti a colonna mossi da tagli e drappeggi sapienti, le tuniche longuette che si aprono rivelando pantaloni dalla linea esatta, i pullover fatti di frange preziose. I ricami raffinati ricoprono gli abiti delicatamente o si concretizzano in dettagli inaspettati, come nei fazzoletti da taschino trompe l’oeil sulle giacche.