È tornata castana, dicendo addio al biondo platino. Ha abbandonato il look bombastico, sexy ed estroverso. Ha rinunciato all’edonismo tormentonista di «Baccalà», «Anema e core» e «Serenata», che pure l’hanno presentata al grande pubblico. È di nuovo la chanteuse jazz-soul che avevamo conosciuto ed apprezzato già prima della svolta del 2022-2023. Serena Brancale si presenta così nel nuovo-vecchio vestito al suo terzo Sanremo, spiegando in una lettera indirizzata alla madre scomparsa che cosa c’è dietro la sua «Qui con me»: «Dopo più di cinque anni, mamma, mi sono decisa a scriverti… Non so se le lettere arrivino dove sei tu, né se abbiano bisogno di francobolli o di silenzi; ma io la affido all’aria, con una canzone, con la mia voce, che l’aria, in fondo, sa trovare strade che noi non vediamo. Volevo solo dirti che ti penso sempre e di stare serena. Che io lo so, e lo so con quella certezza che non ha bisogno di prove, che tu sei ancora “Qui con me”».

APPROFONDIMENTI

«C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d’antico», come diceva Pascoli, Serena?

«La pelle è quella di sempre, Serena Brancale pure, ma stavolta vuole solo cantare: non ci saranno maschere o feste, non voglio nemmeno toccare l’asta del microfono, sarò sola con la mia voce, immobile o quasi. Questo è l’anno giusto per parlare di lei».

Lei è tua madre, italovenezuelana, Maria De Filippis.

«Sì, ci ho messo del tempo, non è stato facile, ma sento che è arrivato il momento di portare a Sanremo qualcosa dove il vestito finisce in secondo piano e il canto è il vero protagonista. Porto sul palco la mia verità, quella che sono, quello che ho provato. Canto una cosa che mi ha ferito, una ferita che rimane aperta ma che ho metabolizzato».

Non sarà facile non emozionarsi cantandola all’Ariston, con l’orchestra diretta di nuovo, come l’anno scorso, da tua sorella Nicole. Cercherai il suo sguardo?

«Non sarà facile, spero da qualche parte ci siano anche mio padre e mio fratello, forse cercherò loro, di sicuro penserò a loro… La lacrima è facile, mi succede spesso, ma conosco il mio mestiere, so che devi avere dei piani alternativi quando sei lì a cantare qualcosa per tua madre che non c’è più».

«C’è una canzone alla radio che suona e che parla di noi…», canti all’inizio del brano. Eravate davvero «due gocce d’acqua»?

«Più passa il tempo e più mi accorgo che era così. Mi guardo le mani, il sorriso, e vedo lei. Ci sono cose che non sopportavo del suo modo di parlare e ora sono diventate mie, ci sono consigli che dava a me e che ora rivolgo io a mio fratello. La mia voce inizia ad assomigliare tanto alla sua, che amava cantare, aveva aperto una scuola di musica e ha seguito la mia carriera accompagnandomi ai primi provini. Da bambina ero legatissima a lei. Ero la figlia di mezzo, quella che cantava, recitava, ballava. Ero la sua prediletta: Nicole, primogenita, aveva studiato all’estero. Lele, ultimo arrivato, era molto più giovane, io ero in casa a vederla cantare, dipingere, vivere».

Pentita della leggerezza disinibita di «Baccalà», «Anema e core», «Serenata»?

«Per niente, fanno parte di me, c’è una Serena intimista e una casinara, tanto che avrei voluto intitolare il prossimo album “Il diavolo e l’acqua santa”. Anzi, forse quei brani erano degli esorcismi perché non avevo ancora digerito la scomparsa di mamma, erano la cura che avrebbe portato a “Qui con me”».

Qualcuno dirà che la mamma a Sanremo tira sempre, da «Tutte le mamme» (Consolini e Latilla) che vinse nel 1954, a «Portami a ballare» (Barbarossa) che trionfò nel 1992.

«Per me tutto è tranne che una furbata, ma va bene anche così».

Levante ha detto che in caso di vittoria non andrà all’«Eurovision» per protestare contro la presenza di Israele. E tu?

«Non lo so, sono concentrata su Sanremo, ma deciderò. E un segnale politico si può dare anche andando».

Hai iniziato l’anno a Napoli, sul palco di piazza del Plebiscito. Che cosa hai chiesto a Capodanno al 2026 che stava per entrare?

«Pace e serenità. Il 2025 è stato bellissimo, sono stata al Blue Note a New York, in Cina, in Corea. Da quel palco bellissimo ho visto il palco importantissimo di Sanremo: è tornato il tempo di pensare solo e soltanto a cantare».

Come hanno reagito tuo padre e tuo fratello quando gli hai fatto ascoltare «Via con me»?

Una lacrima sul viso è l’unica risposta che Serena Brancale riesce a dare.