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Papa Leone è ormai prossimo a traslocare nella sua nuova (e definitiva) dimora, l’Appartamento con la A maiuscola, da sempre riservato ai pontefici nel Palazzo Apostolico in cui hanno abitato prima di lui tutti i suoi predecessori fatta eccezione per Francesco che preferì per “ragioni psichiatriche” vivere a Santa Marta. “Mi sentirei troppo isolato” spiegava ai giornalisti.


APPROFONDIMENTI

La mansarda

La data del trasloco  non si conosce anche se in curia si fanno le scommesse sul fatto che potrebbe spostarsi alla fine del mese di febbraio, il giorno 22, festa della Cattedra di San Piero, una data simbolica e strettamente legata all’emblema del suo ufficio.  Leone XIV ha apportato alcune modifiche facendo predisporre anche i locali mansardati, chiamati in Vaticano i “Soffittoni” anche se sono alti tre metri e dove in passato vivevano le suore o i segretari dei pontefici.

Papa Leone ha optato per una soluzione comunitaria, tipica del suo modo di vivere da religioso agostiniano scegliendo di abitare proprio lì, accanto ai due segretari, il peruviano don Edgar e l’italiano don Marco. Da quello che si apprende ogni stanza avrebbe un proprio bagno e sullo stesso piano è stata predisposta anche una piccola cucina di servizio. In questo modo il piano sottostante, dove esiste un’altra cucina (la stessa che si utilizzava ai tempi di Wojtyla e Ratzinger) è destinato per la vita “pubblica” e ufficiale, per ricevere gli ospiti.I lavori di ristrutturazione

Leone XIV non appena eletto scelse di ripristinare la tradizione e rispolverare il simbolo della sua unicità apostolica anche nella dimora storica dei Papi anche che, non appena fece pesonalmente il sopralluogo per vedere i locali, si accorse che dopo dodici anni di assenza di qualsiasi tipo di manutenzione tanti problemi logistici rendevano urgente una ristrutturazione a fondo per rimettere a posto gli impianti elettrici, quelli idraulici, rendere di nuovo impermeabili alcuni ambienti, mettere in sicurezza diversi cornicioni (che rischiavano di cadere). Persino il tetto è stato rivisto, tanto che fino a qualche giorno fa all’esterno i turisti sulla piazza fotografavano una gigantesca gru, mentre gli operai si alternavano sul tetto.

La palestra 

La ristrutturazione che ha preso tantissimo tempo e richiesto costosi interventi da parte delle squadre degli operai dopo oltre sei mesi di lavori è praticamente terminata. Anche i pittori stanno terminando il lavoro. In Vaticano si parla anche di un angolo per la palestra con alcune macchine, proprio come aveva anticipato ai giornali americani tempo fa uno dei due fratelli del pontefice. 


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