di
Federico Fubini
Warsh, 55 anni, docente a Stanford, ha una carriera impeccabile di economista, ben lontano dagli eccessi di Trump. È marito di Jane Lauder, figlia del miliardario e compagno di studi di Trump Roland Lauder
Donald Trump ha scelto il prossimo presidente della Federal Reserve, in carica dal 15 maggio. A ottenere la nomina è Kevin Warsh. Warsh, 55 anni, docente a Stanford, ha una carriera impeccabile di economista, banchiere centrale, uomo di finanza di simpatie repubblicane classiche: ben lontano dalla cultura Maga e dagli eccessi dell’attuale presidente.
L’esperienza del crac Lehman
Warsh è stato fra i governatori della Federal Reserve nel 2008-2009, quando la banca centrale dovette arginare la grande crisi finanziaria e le onde di choc del fallimento di Lehman Brothers. In quella fase, il successore di Jay Powell alla guida della Fed si dimostrò fra i più cauti nel Board ad attuare politiche espansive e fortissimi interventi di quantitative easing (creazione di denaro e interventi sul mercato) guidate dall’allora presidente Ben Bernanke.
L’obiettivo di tassi d’interesse più bassi
Questa fama di banchiere centrale relativamente rigoroso deve aver contribuito a tenere in dubbio la nomina di Warsh fino all’ultimo. Di lui Trump non apprezza neanche la vicinanza al grande investitore Stan Druckenmiller, molto critico del tycoon. Di certo Trump stesso aveva dato l’annuncio come imminente a inizio gennaio e poi tutto era rimasto in sospeso. Il solo aspetto chiaro dall’inizio è ciò che la Casa Bianca vuole: tassi d’interesse più bassi, a qualunque costo e a qualunque rischio. Il presidente degli Stati Uniti da mesi mette pressione sulla Fed perché decida altri tagli, in vista delle elezioni di midterm. Ma neppure le alternative possibili a Warsh convincevano molto Trump.
I rivali battuti
Non lo ha conquistato l’attuale governatore della Fed di St. Louis, Chris Waller; a lui Trump in un breve «colloquio di lavoro» quest’inverno ha rimproverato di aver votato per un taglio dei tassi di 0,5% a settembre 2024: secondo il tycoon, quella mossa sarebbe stata volta ad aiutare la campagna elettorale di Kamala Harris, la sua rivale democratica alla Casa Bianca. Né Trump era convinto dal profilo di Rick Rieder, capo degli investimenti obbligazionari da oltre tremila miliardi di dollari del colosso della gestione del risparmio Blackrock. Rieder non ha mai manifestato vicinanza politica a Trump, anzi in passato ha finanziato le campagne del democratico Pete Buttigieg e della sua rivale repubblicana per la nomination del 2023 Nikki Haley. E Trump voleva un fedelissimo.
Il favorito battuto
Ma ha capito di non poter scegliere neanche l’uomo che fino a poche settimane fa era dato per favorito: il suo consigliere economico alla Casa Bianca Kevin Hassett. A minarne la nomina, il timore di una reazione avversa dei mercati di fronte a una presa di potere troppo esplicita del capo del potere esecutivo su un’agenzia indipendente come la Fed.
L’eredità di Powell
Del resto il mandato di comparizione del dipartimento di Giustizia contro Powell per un’inchiesta penale sulle spese di ristrutturazione dei locali della banca centrale, paradossalmente, ha finito per giocare contro Trump stesso. In un video Powell ha accusato l’amministrazione di voler azzerare l’indipendenza della Fed per ridurre i tassi secondo le convenienze del leader politico, rischiando una nuova ondata d’inflazione. Soprattutto, è parso chiaro che Powell stesso a quel punto sarebbe potuto rimanere nel Board della banca centrale (membro del consiglio centrale di sette componenti) fino all’inizio del 2028, quando termina il suo mandato di “governatore”; quest’ultimo è infatti separato da quello di presidente, in scadenza il 15 maggio prossimo. Chiunque avesse preso il suo posto al vertice per volere di Trump – se Powell si fosse impuntato – avrebbe rischiato di dover convivere con il vecchio capo della banca centrale. Sarebbe allora diventato più difficile raccogliere in seno al Federal Open Market Committee, l’organismo a 12 membri che decide sui tassi d’interesse, le maggioranze necessarie per seguire le indicazioni di Trump.
La scelta «ortodossa»
Per questo, alla fine, proprio l’attacco al presidente uscente della Fed e le fibrillazioni a cui esso contribuisce sul dollaro hanno costretto la Casa Bianca a una scelta relativamente ortodossa. Il mercato gradisce, con un recupero immediato del dollaro e un arretramento dell’oro e dell’argento. Una delle lezioni è che il potere del presidente, nei mercati e negli equilibri istituzionali degli Stati Uniti, è meno illimitato di quanto egli stesso vorrebbe.
Il rapporto con Trump
Per Warsh, se confermato dal Congresso, la navigazione non sarà comunque semplice. In un post su Truth del 23 dicembre Trump ha messo in chiaro cosa vuole dal prossimo capo della banca centrale: «Chiunque è in disaccordo con me non sarà mai presidente della Fed!», ha scritto. A Davos poi, nel suo intervento, il tycoon probabilmente ha lasciato filtrare i proprio dubbi su Warsh raccontando qualcosa dei colloqui che stava conducendo sui candidati per succedere a Powell: «Dicono quello che io voglio sentirmi dire», ha commentato il presidente (cioè, promettono tagli dei tassi) e poi – ha avvertito – «è incredibile come cambiano una volta che ottengono il posto” ed è “un tipo di slealtà, ma fanno quello che ritengono di dover fare».
Il suocero è amico di studi di Trump
Warsh però ha una carta dalla sua, che potrebbe aver pesato nella scelta: è marito di Jane Lauder, la quale a sua volta è figlia del miliardario e compagno di studi di Trump alla Wharton School of Business Roland Lauder. Questi ha decisamente su Trump: erede dell’impero Estée Lauder, è l’uomo che ha dato al presidente l’idea di conquistare la Groenlandia e, causalmente, da poco è anche titolare di concessioni sulle miniere di litio dell’Ucraina. E nel mondo dinastico e plutocratico di Trump, per Warsh la connessione con Lauder potrebbe pur aver contato qualcosa.
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30 gennaio 2026 ( modifica il 30 gennaio 2026 | 13:22)
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