Askatasuna chiama e la risposta arriva da ogni parte dello Stivale: “Hanno aderito alla piattaforma più di 200 realtà eterogenee, bocciofile, centri sociali, circoli, vari comitati di quartiere cittadini e nazionali”, dichiarano dal centro sociale nel corso della conferenza stampa tenutasi giovedì, 29 gennaio, davanti all’entrata di Palazzo Nuovo, occupato dalla serata di mercoledì. La manifestazione nazionale era stata annunciata a Torino il 20 dicembre scorso, durante una mobilitazione in risposta allo sgombero della storica sede, l’immobile di corso Regina 47. Confermati i tre cortei iniziali a Palazzo Nuovo e alla stazione di Torino Porta Nuova, alle 14.30, anticipato invece alle 14 il pre-concentramento alla stazione di Torino Porta Susa. 

“Torino è partigiana”, le trattative sul percorso: confermati tre pre-concentramenti

Sono attese oltre 15mila persone nella giornata di sabato in città e, nel corso della conferenza stampa di giovedì 29 gennaio, è arrivata la conferma relativa agli iniziali concentramenti, terreno di confronto e trattativa tra i promotori della manifestazione e la Questura. Nell’ambito di un primo Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblico, il Prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva cercato un dialogo con gli organizzatori, chiedendo di valutare una “rimodulazione” per evitare frammentazioni e passaggi davanti alla Prefettura, in piazza Castello. Nessun margine di trattativa però sui tre pre-concentramenti iniziali, confermati dagli organizzatori, mentre è cambiato in corso d’opera il punto di ritrovo comune: non più piazza Castello bensì piazza Vittorio Veneto. 

Il percorso della manifestazione del 31 gennaio

Dopo continue interlocuzioni con gli organizzatori della manifestazione, in sede di un secondo Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto Cafagna, a cui hanno partecipato anche il Questore e i Comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, è stato definito il percorso a un livello più dettagliato. Tre i punti di partenza confermati: un primo spezzone, in cui convergeranno realtà studentesche, politiche e sindacali, si muoverà dalla stazione di Torino Porta Susa, direzione piazza Vittorio. Uguale destinazione per lo spezzone che partirà dalla stazione di Torino Porta Nuova e all’interno del quale, tra le tante realtà, presenzierà il movimento NoTav. I due cortei attraverseranno corso Vittorio Emanuele II in direzione lungo Po, svoltando in corso Cairoli, poi lungo Po Armando Diaz e piazza Vittorio, dove avverrà il ritrovo con il terzo spezzone partito da Palazzo Nuovo che percorrerà via Sant’Ottavio fino a corso San Maurizio, infine lungo Po Cadorna. 

Dopo il ritrovo in piazza Vittorio, i tre spezzoni si riuniranno in un unico corteo compatto che preseguirà attraverso il quartiere Vanchiglia, non lontano dalla storica sede sgomberata di Askatasuna in corso Regina Margherita 47, concludendosi come da preavviso iniziale in corso Regio Parco, dove saranno presenti i numerosi pulmann dei tanti attivisti arrivati in città da fuori. 

La stretta del Prefetto su vetro, caschi e mascherine

Alla luce di quanto accaduto nell’ambito di manifestazioni passate e recenti, con riferimento soprattutto ad antagonisti che, travisati, si erano resi protagonisti di lanci di oggetti e altro materiale quale bombe carte e artifizi pirotecnici, a “tutela della sicurezza e dell’incolumità pubblica”, il Prefetto ha adottato due provvedimento “contingibili e urgenti” da estenere a tutte le zone interessate dalla manifestazione di sabato. Il primo è un divieto che riguarda la somministrazione d’asporto e la detenzione di bevande in vetro o alluminio; la seconda ordinanza riguarda invece il divieto di detenere oggetti o altro materiale atto a nascondere il viso, come caschi e mascherine. Vietato anche detenere fumogeni e altro materiale esplodente. Sempre nelle zone interessate dal corteo è stato previsto il divieto di sosta, la rimozione dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti. Per quanto riguarda la viabilità il compito spetta al Comune, incaricato della comunicazione del percorso agli operatori economici e ai cittadini.