di
Marco Cherubini
La squadra di Sarri va avanti con il rigore di Pedro e la rete di Taylor, poi però i rossoblù la riagguantano con Malinovskyi (sempre dal dischetto) e Vitinha. Quindi il mani di Ostigaard nel finale
L’ urlo nel silenzio è quello del capitano della Lazio Cataldi, che — come col Torino — segna a tempo scaduto il rigore (il terzo) di una partita decisa tutta nel secondo tempo. In uno stadio deserto (5000 spettatori per lo sciopero contro Lotito) Lazio due volte in vantaggio e raggiunta dal Genoa, riesce proprio nell’ultimo dei sette minuti di recupero a tornare al successo grazie al gelido Cataldi, perfetto dal dischetto a tempo scaduto. Una gioia per Sarri e la sua ciurma: senza Romagnoli (non convocato per le vicende di mercato) e Zaccagni infortunato all’ultimo momento, va due volte in vantaggio ma si fa rimontare.
Succede tutto nella ripresa. La Lazio in vantaggio: al 7’ rimedia un calcio di rigore concesso dopo controllo del Var per un fallo di mano in area di Martin sul rimpallo tra Isaksen e Ostigard. Dal dischetto Pedro è una sentenza. Il Genoa va al tappeto e dieci minuti dopo una topica dello stesso Martin, Isasken va via e offre a Taylor che di destra segna il suo primo gol in serie A. Ma il Genoa non muore mai. Malinovskyi ci prova da fuori area, Gila colpisce col braccio, altro controllo del Var, secondo rigore che l’ucraino realizza. Sempre Malinovskyi alla mezzora dalla bandierina colpisce il palo, sul rimbalzo la difesa della Lazio dorme ed è messa male e Vitinha pareggia. Sembra tutto deciso, ma all’ultimo dei sette minuti di recupero, su un cross in area del Genoa, Ostigard va col braccio per contrastare Ratkov e Zufferli per la terza volta va al monitor e concede il rigore. Cataldi è una mangusta, colpisce e vince una gara decisa dal Var.
30 gennaio 2026 ( modifica il 30 gennaio 2026 | 23:10)
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