di
Nando Pagnoncelli

Il sondaggio politico dell’Ipsos sulle intenzioni di voto: Forza Italia (8,7%) davanti alla Lega (8%). In salita il gradimento per premier e governo. Per FdI è il miglior risultato dell’anno: superato il dato di Politiche ed Europee

In poco più di un mese è successo davvero molto in politica internazionale. Dalla cattura di Maduro all’arrivo dei soldati europei in Groenlandia, atto di deterrenza che ha almeno in parte fatto rientrare le perentorie richieste di Trump; dallo stop al Mercosur (sostenuto anche dal nostro governo) alla sigla dell’accordo commerciale Ue-India; dagli insulti di Trump ai soldati britannici ed europei caduti in Afghanistan all’avvio del Board of peace per Gaza

Per finire con le vicende di Minneapolis e le morti provocate dall’Ice, agenzia coinvolta anche in una forte polemica per la sua prevista presenza ai Giochi olimpici invernali che cominceranno tra poco, la vicenda di Crans-Montana, la tragica situazione iraniana e le recenti minacce di Trump. 



















































In questo contesto abbiamo visto un parziale riposizionamento della compagine di governo e della premier Meloni, che (pur con qualche ritardo, secondo le opposizioni) ha espresso esplicite critiche verso il presidente Usa, sulle sue pretese verso la Groenlandia o sugli insulti ai nostri soldati in Afghanistan. Questo, comunque, senza spezzare il legame, la special relationship con l’amministrazione americana, una carta che Meloni ritiene ancora rilevante nella sua collocazione internazionale.

Per la politica interna vanno ricordati almeno il tema del referendum sulla Giustizia, con la campagna che sta entrando nel vivo con toni sempre più duri da entrambe le parti, l’avvio del pacchetto sicurezza dopo i recenti tragici avvenimenti, le polemiche sul cosiddetto ddl stupri, le divisioni interne alla Lega. Insomma, molta carne al fuoco, forse addirittura più dei pur convulsi ultimi mesi.

Dal punto di vista delle intenzioni di voto, tutti questi avvenimenti sembrano innanzitutto premiare FdI: le stime si attestano oggi al 29,4%, un punto sopra l’ultimo mese e il miglior risultato dell’ultimo anno, che porta il partito sopra non solo ai risultati delle ultime Politiche ma anche al lusinghiero dato delle Europee 2024. Sembra in sostanza che il posizionamento internazionale della premier (che ha avuto ampia visibilità in questo mese) consolidi gli orientamenti elettorali. 

Sempre nel centrodestra vediamo una piccola crescita di FI che oggi si colloca all’8,7% (+0,4%). Conta probabilmente la visibilità di Antonio Tajani, le posizioni prese in quanto ministro degli Esteri (dall’Afghanistan ai pasdaran), ma anche la sua tenuta in seno al partito valorizzato dal recente evento che ha visto tra l’altro la presenza di Carlo Calenda. Infine, la Lega, stabile all’8%, uno dei valori più bassi dell’ultimo anno. È un dato che, per ora, non misura i possibili effetti dell’ipotizzata scissione di Vannacci

Tra le forze di opposizione il Pd, collocandosi al 21,8%, guadagna mezzo punto nell’ultimo mese, frutto presumibilmente del sempre maggiore coinvolgimento nella campagna referendaria e senza scontare effetti derivanti dalle polemiche interne. Sostanzialmente stabile il M5S, oggi stimato al 13,3% (-0,2% rispetto a dicembre), così come Avs, stimata al 6,2%. Tra le forze minori va evidenziato il calo apprezzabile di Azione, oggi stimata al 2,3%, con una diminuzione dello 0,8% su dicembre. È probabile che questo derivi dall’avvicinamento a FI, molto enfatizzato negli ultimi giorni, che scontenta una parte di elettorato che si colloca comunque all’opposizione, pur con una posizione «terza» rispetto ai due principali schieramenti.

Gli indicatori del governo e della premier evidenziano entrambi una piccolissima crescita: l’indice di apprezzamento dell’esecutivo (la percentuale di valutazioni positive su chi si esprime, esclusi i non sa) si colloca al 43, con una crescita di un punto, quello della presidente Meloni è oggi al 44, anch’esso in aumento di un punto, dati che confermano la lieve ripresa registrata a dicembre.

Rimane infine da dire dei leader: Tajani cresce di un solo punto, ma sembra confermare quanto abbiamo detto a proposito delle intenzioni di voto per FI. Conte invece cresce apprezzabilmente, di ben tre punti (oggi al 27, tornando ai dati di novembre). La sua visibilità nell’ultimo mese, le sue ultime prese di posizione e il posizionamento non organico al Campo largo sembrano premiarlo, anche se non hanno ricadute sulle intenzioni di voto. Tra gli altri solo Salvini cresce di due punti (oggi è al 24), grazie anche in questo caso alla sua visibilità recente (anche se con qualche polemica dopo l’incontro con Robinson, esponente dell’estrema destra britannica). Tiene invece Calenda, che rimane stabile, nonostante il calo apprezzabile di Azione, probabilmente grazie al fatto di essersi conquistato qualche apprezzamento da parte degli elettori di area forzista.

In sostanza possiamo dire che, nonostante le turbolenze e le difficoltà che abbiamo evidenziato, gli indicatori del partito della premier tengono, grazie innanzitutto al posizionamento internazionale. Le critiche e le polemiche relative alla sua eccessiva vicinanza a Trump e alla lentezza nel prendere posizione su alcuni avvenimenti non ne intaccano la tenuta, anzi. Aspettiamo i prossimi passi: con l’approssimarsi del referendum si potrebbero verificare parziali cambiamenti dei dati odierni, dopo mesi di sostanziale stabilità.

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31 gennaio 2026 ( modifica il 31 gennaio 2026 | 07:32)