di
Paolo Conti

Il ritratto nella cappella dedicata a Umberto II nella chiesa in centro a Roma, così come appare oggi dopo un intervento firmato da Bruno Valentinetti

Ma è davvero Giorgia Meloni il volto ritratto nella cappella dedicata a Umberto II a San Lorenzo in Lucina, nella chiesa nel cuore del centro di Roma, così come appare oggi dopo un intervento firmato da Bruno Valentinetti

La storia sta ovviamente passando per gli uffici della Soprintendenza Speciale di Roma Capitale (Soprintendenza statale non comunale, dunque) guidata da Daniela Porro. In queste ore si sta decidendo quando realizzare un primo sopralluogo ma solo da lunedì in poi. La questione è naturalmente complessa anche dal punto di vista politico. 



















































Chi stabilisce se davvero il volto della Vittoria Alata che sorregge un cartiglio con la pianta geografica dell’Italia è davvero quello di Giorgia Meloni? Un dettaglio non da poco. E poi c’è un’altra questione, del tutto legata alle regole dei vincoli. 

L’affresco originale era firmato dallo stesso Bruno Valentinetti (già candidato, senza successo, nelle liste de La Destra- Fiamma Tricolore alle elezioni del Municipio I di Roma) che ora appare come l’autore del discusso ritocco. Il tutto avviene nella cappella dedicata a Umberto II di Savoia, inaugurata nell’aprile 1985 e voluta dall’allora parroco don Pietro Pintus in mezzo a mille polemiche. 

Non erano ancora tempi in cui i vincoli fossero stringenti come sono oggi quindi l’intervento venne comunicato a cose fatte. Pintus era un fervente monarchico (si spese anche, senza alcun successo, per un processo di beatificazione di Grace di Monaco dopo la sua morte) e accettò anche la lapide in cui si legge che il figlio di Umberto, Vittorio Emanuele, aveva voluto tutto questo (incluso un busto del padre ex sovrano) «nella speranza che l’esilio cessi dopo la morte con la traslazione della venerata salma al Pantheon». 

Nulla di tutto questo, come è ampiamente noto, è avvenuto. Però in quegli anni la cappella dedicata al Re di Maggio fu al centro di numerose celebrazioni religiose in suo onore, con ampia partecipazione della nobiltà romana legata all’ideale monarchico .

Nel frattempo, quindi dopo la fine del ‘900, la cappella è stata arricchita dagli affreschi di Valentinetti (sacrestano e anche pittore-restauratore, almeno secondo quanto appare sul suo sito) nel 2002: un angelo che regge una corona, lo stemma dei Savoia, la Vittoria alata con la mappa dell’Italia. 

Riemerge l’interrogativo: nel 2002 la Soprintendenza del tempo venne avvisata dell’intervento pittorico, come sarebbe stato doveroso? Bisognerà cercare negli archivi. Domanda successiva: se non c’è stato avviso, ora quegli affreschi sono vincolati o vincolabili? E il ritocco con l’ipotetico volto di Giorgia Meloni va cancellato non in nome della politica ma stando al Codice dei Beni culturali

Un groviglio intricato e anche molto scivoloso dal punto di vista politico. Perché chi è titolato a stabilire che quel viso è dell’attuale presidente del Consiglio?


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31 gennaio 2026 ( modifica il 31 gennaio 2026 | 11:35)