Un nuovo Derthona per il nuovo palazzetto alla Cittadella dello Sport. Il presidente Marco Picchi spiega quale sarà l’immediato futuro dei leoni.
Avete avviato un profondo rinnovamento del club, quanto c’è di patron Gavio in questa decisione?
«Partiamo da una battuta che gli ho fatto personalmente; secondo me il dottor Gavio vale dei punti in classifica, nel senso che il suo entusiasmo nei confronti della squadra ha un peso determinante. Quindi c’è voglia di un suo maggior coinvolgimento per quello che per noi sarà un anno zero con l’apertura del nuovo impianto e la volontà di ripartire con un progetto tutto nuovo, come filosofia e come persone».
Come si strutturerà il quadro dirigenziale del Derthona?
«Il dottor Alberto Pernigotti sarà il nuovo amministratore delegato del club, poi ci saranno un nuovo direttore generale (Gianmaria Vacirca) e una riorganizzazione nella struttura di scouting, dove ci sarà un nuovo responsabile (Michele Talamazzi, congedatosi da Reggio Emilia). L’impostazione sarà diversa con una divisione dei ruoli tra ad e gm, che prima facevano capo entrambe a Bartocci.
Ripartirete con un nuovo capo allenatore (Mario Fioretti), come sarà formato il roster a sua disposizione nella prossima stagione?
«Per motivi intuibili, non siamo ancora entrati nel merito di valutazioni sui giocatori. Quello che possiamo dire è che abbiamo molti elementi ancora sotto contratto, crediamo di avere comunque a roster giocatori di alto livello. Sicuramente, per quanto riguarda gli italiani, partiremo da una valutazione di quelli con un accordo in essere col club. Da lì si partirà per costruire la nuova squadra».
Si è ipotizzata la rinuncia a partecipare alla prossima edizione della Basketball Champions League. Sarà la vostra scelta e, se sì, quali sono le ragioni?
«Questi due anni di cammino europeo sono stati ricchi di soddisfazioni a tutti i livelli. Tuttavia crediamo che, in un anno di ripartenza, focalizzarci sul campionato possa essere la scelta migliore. A meno di poter ottenere una wild card per accedere ai gironi di Champions, visto che quest’anno non abbiamo un ranking che ci permette di qualificarci direttamente. Allo stato attuale non siamo interessati alla partecipazione alla Fiba Europe Cup, stiamo riflettendo sull’opportunità di intraprendere i preliminari di Bcl che ci sembrano però un azzardo piuttosto rischioso».
Negli scorsi giorni il presidente di Trapani Valerio Antonini l’ha attaccata personalmente, per non aver sostenuto la rielezione di Umberto Gandini a presidente di Legabasket. Intende rispondere alle sue parole? Perché vi siete opposti insieme ad altri club alla riconferma di Gandini?
«Sulle esternazioni del presidente Antonini, credo che non ci sia nulla da replicare, ognuno può dare a quelle parole il peso che ritiene. Non ho e non abbiamo come società nulla da rispondere a certe affermazioni. In merito alla vicenda in lega, credo che venerdì sia stato lanciato un chiaro messaggio politico da parte di sei club, che guardano al futuro e alla necessità di un cambiamento. È stato un segnale molto forte e che sarebbe sbagliato sottovalutare, perché è stato ponderato, meditato per mesi».
Maurizio Gherardini, dirigente del Fenerbahce, è stato indicato come possibile successore, è un’opzione che troverebbe il vostro beneplacito?
«Non so quali siano i programmi futuri di Maurizio, posso solo dire che una sua eventuale disponibilità a diventare commissioner di Legabasket sarebbe letteralmente una benedizione per la pallacanestro italiana. Per le benedizioni non possiamo far altro che incrociare le dita e sperare che ci sia una sua disponibilità, perché credo che una figura della sua esperienza, caratura e professionalità non potrebbe che essere il meglio che può trovare il nostro movimento».
Al di là dei nomi, cosa vorreste vedere di diverso in Legabasket?
«Siamo di fronte a sfide importantissime, il mondo della pallacanestro sta cambiando a livello globale, e che serva un uomo di basket che abbia visione, perché è un momento di grandi cambiamenti che possono essere anche grandissime opportunità. C’è un campionato che ogni anno cresce di livello e di interesse, credo che non sempre questo sia tradotto in una maggiore centralità della Lba nei confronti di tutti gli altri attori protagonisti del nostro mondo».