Post social con tanto di dietrofront, poi il rilancio immediato ‘ripulito’ dal riferimento etnico. L’intervento, via social, del consigliere della Lega Nord, Giovanni Bertoldi, ha scatenato una ridda di polemiche in città. Ma partiamo dall’inizio. Ieri, venerdì 30 gennaio, Bertoldi aveva commentato su Facebook la notizia di un caso di scabbia in un nido di Modena rivelando che “- sarebbe partita da un bambino nordafricano. Visto che si tratta di bambini piccoli è possibile che verranno contagiati anche le mamme, perché di solito in contatto diretto coi loro piccoli”. Il riferimento al minore, ha di fatto scatenato una bufera con decine e decine di commenti che hanno attaccato Bertoldi, con il Partito Democratico cittadino che ha chiesto le sue dimissioni dal consiglio comunale.

A stretto giro, travolto dalle polemiche, lo stesso consigliere della Lega ha poi modificato il post, cancellando la parte in cui faceva riferimento alla nazionalità del bimbo.

” Il fatto che il post sia stato successivamente rimosso, dopo le reazioni e l’intervento della famiglia coinvolta, non cancella la gravità di quanto è stato pubblicato né le possibili conseguenze – sottolineano i dem in una nota stampa -. È gravissimo che un consigliere comunale utilizzi una questione sanitaria che riguarda un nido d’infanzia per fare polemica politica, arrivando a citare l’origine di un bambino – scrivono i dem modenesi in una nota stampa–. Parliamo di minori. La priorità deve essere la tutela della loro privacy e della dignità delle famiglie, non la ricerca di visibilità sui social. Associare pubblicamente un bambino a una situazione sanitaria che richiede attenzione e cautela è già di per sé irresponsabile. Farlo diffondendo informazioni non verificate e arrivando di fatto a indicare nell’origine del minore la causa del problema sanitario è ancora più grave: significa usare un tema delicato per fare polemica e alimentare paure, facendo passare l’idea pericolosa che le condizioni di salute di un individuo dipendano dalla “provenienza”. È così che nascono stigma, discriminazione e tensioni sociali. Questo non ha nulla a che vedere con il bene della comunità. La salute pubblica è una cosa seria. Le strutture educative e le autorità sanitarie hanno protocolli precisi e stanno già operando per tutelare bambini e famiglie, come sempre accade in questi casi”.

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E’ toccato poi a Bertoldi aggiustare il tiro: “- Il Pd fa sciacallaggio politico per il fatto che gli ho rotto le uova nel paniere. Pensavano di mettere a tacere la presenza di scabbia in un nido d’infanzia modenese. Invece, la cosa è stata resa pubblica perché è possibile che se qualche bambino presenta questa parassitosi la può avere trasmessa ai fratelli e ad altri bambini, permettendo la diffusione di questi acari anche in altre comunità scolastiche. Dopo le numerose criticità che stanno interessando l’amministrazione (aMo, Fondazione di Modena, SETA, rifiuti, sicurezza, inquinamento, importanti filiere industriali in crisi, ecc.), – conclude Bertoldi -. credo sia necessario affrontare i problemi con determinazione, invece che cercare di spostare l’attenzione altrove. Chiudo, ricordando al Pd che non spetta a lui decidere chi può fare o meno il consigliere comunale, ma gli elettori”.

Nella giornata di oggi anche il consigliere regionale Paolo Trande di Alleanza Verdi e Sinistra Emilia-Romagna è intervenuto sulla polemica: “- Abbiamo a che fare con una parte della destra che esprime posizioni razziste, regressive, pre-illuministe e apertamente incompatibili con i principi costituzionali. Una democrazia vive di pluralismo, di confronto tra idee diverse, di dialettica anche dura tra visioni politiche opposte. Ma questo confronto può esistere solo se poggia su una base comune condivisa. Nel nostro Paese quella base è la Costituzione repubblicana e i valori che l’hanno generata. A Modena, purtroppo, questo presupposto parzialmente viene meno”.