di
Gaia Piccardi
Dopo la sconfitta contro Djokovic agli Australian Open, torna il tema delle sfide al quinto set: a Melbourne due anni fa ha battuto Medvedev, ma contro i top-10 ha un bilancio di 1-7
DALLA NOSTRA INVIATA
MELBOURNE – Non è vero che Sinner non sa vincere i match che vanno al quinto set. Il 28 gennaio 2024, proprio sul campo dove venerdì si è lasciato sedurre dal fascino di Djokovic, rimontando a Medvedev due set di svantaggio Jannik rompeva il ghiaccio con il Grande Slam. 3h44’ di partita a scacchi con l’uomo di Mosca, sei minuti sotto quella che ormai viene considerata la barriera fin qui invalicabile dell’azzurro, che non si è mai annesso un match sopra le 3h50’. Shapovalov (3h55’ nel 2021) e Tsitsipas (4h nel 2023) in Australia, Medvedev nei quarti di Wimbledon 2024 (4h), il carneade Altmaier a Parigi (5h26’) e Zverev all’Open Usa nel 2023 (4h41’); e poi lui, Carlos Alcaraz, la sua nemesi (Spagna-Italia 10-6): il quarto a New York con match point gettato nell’Hudson (5h15’ nel 2022), la semifinale del Roland Garros 2024 (4h09’) e la dolorosissima finale dell’anno scorso (5h29’), con l’azzurro per tre volte a un punto dal titolo dei moschettieri. Un ruolino di marcia che cozza con le straordinarie doti di resistenza del n.1: sui 16 incontri in carriera andati al quinto, inclusa la rocambolesca semifinale contro Zverev e i crampi, Alcaraz ne ha vinti 15 (unica sconfitta qui in Australia nel 2022 con Matteo Berrettini).
Sinner e gli stress da Slam che non possono essere allenati
«Adesso dobbiamo parlare per capire dove dobbiamo migliorare» ha detto Sinner prima di dileguarsi nella notte di Melbourne (riapparirà in torneo a Doha dal 16 febbraio), sapendo benissimo cosa c’è da fare. Nella semifinale dell’Australian Open Djokovic ha potuto fare affidamento sulla prevedibilità dell’azzurro per annullare 16 delle 18 palle break concesse. Jannik, cioè, ha saputo crearsi le occasioni ma, a differenza del solito, non le ha concretizzate. Una, due, tre, sedici volte. Otto di esse, nel quinto e decisivo set. Situazione che non si può allenare: gli stress point di una prova dello Slam, a maggior ragione quelli concentrati nella frazione decisiva, non sono riproducibili in allenamento. Un tempo tre su cinque, oltre i Major, venivano giocate le finali di Key Biscayne, Indian Wells, Montecarlo, Roma, più i match della Davis, che è diventata una versione fast food. Sinner oggi è sotto 7-1 nei match al quinto con i top 10. E così, nonostante il riposo per cui aveva rinunciato alla maglia azzurra e le due settimane di off season a Dubai, il primo obiettivo stagionale è sfumato e la rincorsa alla riconquista della vetta del ranking si complica.
«Le sconfitte insegnano tanto e Jannik ha una capacità di autoanalisi che lo aiuterà a capire come deve comportarsi. Non ho dubbi che tornerà più forte, come è già successo» manda a dire Rafa Nadal, campione di 22 Slam (2 Australian Open), spettatore della finale tra Djokovic e Alcaraz (5-4 i precedenti). L’unica volta che sono andati al quinto, a Wimbledon 2023, il giovane batté il vecchio. Ma guai a sottovalutare questo Djoker resuscitato da Sinner.
1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 08:41)
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