Un pomeriggio drammatico sulle montagne al confine tra Friuli Venezia Giulia e Veneto. Due slavine, cadute a distanza di poco tempo l’una dall’altra, hanno causato la morte di uno scialpinista e il ferimento di un altro, mentre quattro persone sono state salvate dai soccorritori che si sono mossi immediatamente dopo aver ricevuto le richieste di aiuto. Gli incidenti si sono verificati a Casera Razzo e a Sella Nevea, in un contesto di marcata instabilità del manto nevoso.
Sotto un metro di neve
Il primo allarme è scattato poco dopo le 14, quando una chiamata al Nue112 ha segnalato una valanga di grandi dimensioni a Casera Razzo. A dare l’allarme è stata una persona che aveva assistito alla scena e aveva visto uno scialpinista venire travolto. La slavina si è staccata a circa 1.800 metri di quota, non lontano da Col Merende e Forcella Tragonia, sotto un rilievo di 1.930 metri, su un versante nord, sopra Casera Tragonia. Il fronte della valanga superava i 50 metri, con un dislivello di circa 50 metri, elementi che fanno comprendere la violenza del distacco.
Soccorsi immediati
I soccorsi sono partiti subito: nelle vicinanze era in corso un’esercitazione del Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia, con squadre provenienti da Friuli Venezia Giulia e Veneto e la presenza di un’unità cinofila da valanga. Sono stati chiesti rinforzi e sono intervenuti l’elicottero della Protezione Civile, quello dei Vigili del Fuoco, l’elisoccorso regionale, oltre ai militari della Guardia di Finanza e tre unità cinofile. Le operazioni si sono svolte in condizioni meteorologiche difficili. Dopo ore di ricerche, la persona travolta è stata individuata senza vita, sepolta sotto circa un metro di neve.
Seconda valanga: ferito scialpinista sloveno
Alla prima chiamata di emergenza ne è seguita una seconda, per un evento analogo avvenuto a Sella Nevea, a circa 2.000 metri di quota, lungo l’itinerario di scialpinismo che conduce da Sella Ursic alla Conca Prevala. In questo caso la valanga ha travolto uno scialpinista in escursione con quattro amici, tutti di nazionalità slovena. I compagni sono riusciti a non essere sepolti e hanno immediatamente estratto l’amico dalla neve.
Traumi e ipotermia
Lo scialpinista ferito è rimasto sempre cosciente, anche se presentava numerosi traumi e uno stato di ipotermia. È stato stabilizzato dal secondo elicottero sanitario dell’elisoccorso regionale, trasportato a Sella Nevea e affidato ai sanitari di un’ambulanza. Successivamente è stato trasferito in elicottero all’ospedale di Udine. Sul posto hanno operato un’unità cinofila da valanga, un medico del Soccorso Alpino, un tecnico di elisoccorso, personale della Guardia di Finanza, la stazione di Cave del Predil del soccorso alpino e la polizia.
Neve instabile e pericolo marcato
Entrambi gli incidenti si sono verificati in un quadro di elevata instabilità del manto nevoso. L’ultimo bollettino della Protezione Civile Regionale indicava per la giornata odierna grado di pericolo 3 (Marcato) sopra i 1.400 metri, a causa di: neve fresca, formazione di lastroni da vento vicino a creste e canaloni
strati fragili persistenti sui pendii ombreggiati.
I precedenti
Solo martedì scorso, un’altra valanga era caduta proprio a Sella Nevea, travolgendo due scialpinisti croati. In quell’occasione uno dei due era stato trascinato per circa cento metri, ma a salvarlo era stato l’airbag, che lo aveva mantenuto in superficie, permettendo al compagno di individuarlo rapidamente e liberarlo.