di
Luca Bertelli

L’attrice, tra le protagoniste del film “Le cose non dette”, in uscita al cinema, svela: «Scoprii la gravidanza sul set di Oriana Fallaci, ma dovevo fumare sempre. Il mio ruolo più difficile in “1992”, mio marito Paolo l’ho conosciuto su Instagram e poi l’Etna si mise di mezzo facendoci incontrare a Firenze…».

A Brescia pochi giorni fa insieme a Claudio Santamaria per presentare il film “Le cose non dette” di Gabriele Muccino (“Il maestro delle emozioni”, lo ha definito così), Miriam Leone ha concesso una lunga intervista al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli. L’attrice catanese ha raccontato le molteplici fasi della sua carriera, iniziata con la vittoria a Miss Italia nel 2008 e passata poi dalla tv fino ad arrivare al cinema.

Il suo sogno da sempre, come racconta sin dalle prime battute dell’intervista: «La Rai mi offrì di condurre “Domenica in” a 24 anni e io rifiutai: “Io sono nata per fare cinema, sono come la bambina nella cameretta: mi piace vivere vite che non potrei mai vivere”, dissi. Il mio agente mi rispose: “Sei pazza”».



















































Miss Italia, la svolta: «Io avevo 23 anni e le altre in media 18…»

Miss Italia, appunto. La svolta. «Tra il 13 e 14 settembre 2008, la mia vita è cambiata da un momento all’altra, Miss Italia era come Sanremo, il giorno dopo ero al TG1 con la Busi a condurre. Avevo 23 anni e le altre in media 18, ero una zia. Siamo state isolate per tre settimane con i bodyguard sin dalle 6 del mattino: ero in camera con le ragazze della Valle d’Aosta, il diktat era sempre “capelli puliti senza trucco” al mattino. Ci svegliavamo all’alba, era un servizio militare sui tacchi ma c’era un coreografo di Fantastico e mi insegnarono teatro in quei giorni, fui fortunata: per me fu un’opportunità e un lavoro, non c’erano i social come ora».

In “1992” il cambio di passo: «Ma è stato il mio ruolo più difficile»

Sul set, però, il momento chiave è stato “1992”, la serie ideata da Stefano Accorsi che l’ha portata al successo con il ruolo di Veronica Castello. Molte le scene di sesso, in particolare con Accorsi stesso che era il protagonista nei panni di Leonardo Notte: «Tutte le scene erotiche di 1992 pensavo di non farle dopo aver letto il copione. Avevo chiesto uno storyboard, è stato il mio ruolo più difficile, gestii il panico e l’ansia, anche se le scene di sesso sono più imbarazzanti per gli uomini che per noi donne: hanno paura che possa avvenire qualcosa, a volte sono in pieno sbattimento perché sanno che diventerebbe molto imbarazzante».

Poi, un aneddoto su Accorsi: «Quando postò quella fotografia con gli addominali scolpiti, eravamo nella piscina dell’hotel in cui stavamo girando il film. I nostri telefoni iniziarono a squillare, erano impazziti, tutti volevano sapere quale fosse il suo segreto. Io devo ringraziare Stefano perché mi ha passato il suo coach: in gravidanza avevo preso 5-6 chili senza problemi, per un anno e mezzo ho vissuto in una bolla l’allattamento di mio figlio. Lui sta facendo un lavoro bello e rigoroso che gli consente di stare benissimo. Io non avevo mai fatto sport in vita mia, poi è arrivato il Covid e ho iniziato ad appassionarmi al mio corpo e ad allenarmi: il mio rapporto è completamente cambiato, con l’esercizio fisico scarichi tantissima adrenalina, ti cambia la giornata e la vita. Con Stefano condividiamo questa mentalità».

Il figlio Orlando le ha cambiato la vita: «Prima avevo il terrore di fallire sul lavoro, ora ho un campo più grande dove mi misuro»

La nascita del figlio Orlando le ha cambiato la vita: «Adesso posso fallire sul lavoro, prima no: ho un campo più grande dove mi misuro ed è quello di madre. Prima avevo il terrore di fallire e vivevo le cose con ansia. Ho scoperto di essere incinta sul set di “Oriana Fallaci”, una delle persone che ha fumato di più al mondo. Cercavo di convincere il regista a non farmi fumare, dovetti anche interpretare una scena in cui perdevo un figlio. Parlai al bimbo dentro di me e gli raccontai che era tutta finzione. Annunciai a fine film di essere incinta e le sarte mi spiegarono che era da tre mesi che mi allargavano i vestiti di nascosto». 

Si fermò con il lavoro, ma un giorno scattò la scintilla per ricominciare: «Lessi il copione di “Amata”, mio marito mi fotografò mentre stavo piangendo e io capii che non potevo più mettere tutto in standby per mio figlio ma inseguire le mie passioni proprio per far capire a lui cosa significhi. Ora però voglio seguire l’inserimento di mio figlio, voglio essere presente e non assente: mi riprenderò una piccola pausa. La generazione mia, delle quarantenni, fa fatica a chiedere aiuto: tiene, tiene tiene e poi soffre, capita anche a mie amiche che non riescono ad avere un figlio e subiscono dei commenti che feriscono».

L’amore con il marito Paolo: «Non volevo gossip, i suoi amici crearono una chat Whatsapp con il mio nome…»

Miriam parla poi dell’amore con il marito Paolo, manager finanziario di 45 anni che ha sposato oltre quattro anni fa, il 18 settembre 2021: «L’ho conosciuto sulla dm di Instagram, pubblicava spesso immagini dell’Etna, ci siamo incontrati per la prima volta a una festa ma non mi piacque subito. Poi, il destino ci ha messo lo zampino: proprio l’Etna eruttò e entrambi finimmo a una festa in Toscana perché sia il mio sia il suo volo erano stati cancellati. Io poi mi ero lasciata in un viaggio precedente. Io però, mentre ci frequentavamo, non volevo finire sui giornali: lui la viveva malissimo, ma ha fatto tante cose per me che me lo fecero vedere diverso dagli altri, interessato. I suoi amici avevano persino creato una chat su Whatsapp con il mio nome, perché lui non poteva parlare a nessuno».

Erano quasi riusciti a tenere nascosto anche il matrimonio a Scicli. «Il giorno prima delle nozze, però, hanno chiuso la strada perché la macchina della sposa doveva formarsi di fronte alla chiesa. Lo fanno sempre, ma in questo caso sul foglio scrissero Miriam Leone e quindi il giorno dopo tutto il paese, è venuto a vedere perché un giornalista fece la foto e venne ripresa dall’Ansa. Siamo stati travolti da tutto questo amore che non ci aspettavamo. Hanno messo le lenzuola ricamate antiche che è un’usanza che si fa solamente nella giornata del patrono locale. E’ stato un matrimonio romantico, un sogno».

In chiusura, Leone regala anche altri aneddoti. Il primo sulle riprese di Diabolik: «Abbiamo girato in Slovenia con -12 gradi e un orso reale che poteva minacciarci…». Il secondo su una sua particolare usanza al ristorante: «Vado da sola per vedere come gesticolano e come interagiscono le persone, a Milano posso osservare molti ambienti diversi dal mio per ispirarmi poi sul set con personaggi reali». Il terzo sulla sua Sicilia: «Ho le note vocali del mare, quando ho nostalgia di casa lo ascolto».


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1 febbraio 2026