di
Salvatore Mannino

Il giovane fermato con l’accusa di essere tra gli aggressori dell’agente Alessandro Calista, picchiato a Torino durante gli scontri nella manifestazione di protesta per lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Altre due persone sono state arrestate e 24 denunciate

Sarebbe un ventiduenne originario dell’Amiata grossetana uno dei militanti antagonisti che hanno aggredito a martellate, calci e pugni il giovane poliziotto Alessandro Calista, a margine della manifestazione, di  sabato 31 gennaio, per la chiusura del centro sociale Askatasuna di Torino. Il ragazzo è stato arrestatodomenica 1 febbraio, grazie al meccanismo della flagranza differita, che consente in particolari circostanze di fermare indiziati anche a ore di distanza dai fatti, con l’accusa di concorso in lesioni, aggravato dal fatto che la vittima fosse un pubblico ufficiale, e anche rapina, perchè all’agente sono state strappati lo scudo e la maschera anti-gas per difendersi dai lacrimogeni.

Stando al poco che trapela finora, il ventenne è nato e cresciuto in uno dei comuni dell’Amiata, ma da tempo si era trasferito altrove, probabilmente nella stessa Torino. 



















































Il poliziotto, ora ricoverato nell’ospedale torinese nelle Molinette ma in condizioni che non destano preoccupazioni, è stato aggredito da un gruppo di “antagonisti” in balia dei quali rimane per alcuni istanti. Gli aggressori, col volto coperto, lo investono a calci e pugni, spunta anche un martello, usato dai protagonisti per accanirsi sulla vittima, che viene spinto fino al punto in cui ci sono altri colleghi che riescono a sottrarlo alla furia dell’agguato. L’esame attento del filmato da parte della Digos ha portato a individuare il ventenne maremmano come uno dei possibili responsabili.

Gli arrestati per adesso sono tre, ma solo il ragazzo amiatino sarebbe accusato per il pestaggio del poliziotto, un episodio che avrebbe potuto degenerare in qualcosa di molto peggiore se la vittima non fosse stata sottratta agli aggressori.

Il giovane finito in manette rischia adesso, se il fermo verrà convalidato dal giudice, una pena severa: le lesioni aggravate a un poliziotto sono punite con condanne che possono arrivare fino a cinque o addirittura dieci anni se la prognosi supera i 40′ giorni. In più c’è l’accusa di rapina, un altro reato punito severamente dal codice penale.

Articolo in aggiornamento…


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1 febbraio 2026 ( modifica il 1 febbraio 2026 | 18:38)