Il presidente è stato il convitato di pietra alla cerimonia. Il conduttore Noah: «Vuole la Groenlandia perché l’isola di Epstein non c’è più»

«Prima di ringraziare Dio, dirò una cosa: ICE fuori. Non siamo selvaggi, non siamo animali, non siamo alieni. Siamo esseri umani e siamo americani». Bad Bunny si prende l’ovazione del pubblico alla Crypto.com Arena di Los Angeles mentre accetta il premio per il miglior album di urban music alla cerimonia dei Grammy. Tutta la serata, ancora in svolgimento, è diventata un attacco al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e alla sua politica. A partire dal conduttore Trevor Noah: «Ogni artista vuole vincere un Grammy quanto Trump vuole la Groenlandia, visto che l’isola di Epstein non c’è più e a lui ne serve un’altra in cui andare in giro».

Grammy contro Trump

Il Grammy per la miglior canzone dell’anno è andato a Billie Eilish con “Wildflower”. E anche la cantante ha lanciato dal palco un messaggio a favore degli immigrati: «Nessuno è illegale su una terra rubata» ai nativi americani. Il suo messaggio ha scatenato l’ovazione della platea della arena di Los Angeles. «Dobbiamo continuare a combattere e a far sentire la nostra voce e protestare, le nostre voci contano e la gente conta», ha concluso tra gli applausi. Un’ovazione ha accolto invece l’annuncio fatto dal conduttore quando ha detto che non era presente in platea Nicki Minaj, la rapper diventata una sostenitrice del presidente. La scelta ha deluso molti suoi fans e colleghi.

Noah, alla sesta e ultima conduzione dei premi della musica, ha fatto notare che la rapper non era presente alla cerimonia. «Non è qui. È ancora alla Casa Bianca con Donald Trump, a discutere di questioni molto importanti». Nicki è stata tra le poche star invitate alla prima del documentario di Melania Trump giovedì al Kennedy center.

Gli artisti e il presidente

E ancora: la cantante di origine cubana Gloria Estefan parlando in sala stampa accanto al red carpet ha invitato i latinoamericani ad “alzare la voce” contro politiche che ha definito disumane. «Non credo che qualcuno direbbe che vogliamo un ‘liberi tutti’ alla frontiera», ha commentato. «Ma quello che sta succedendo non riguarda i criminali. Queste sono persone che hanno famiglie e che contribuiscono a questo Paese da decenni. Bambini piccoli, ci sono centinaia di bambini nei centri di detenzione». Kehlani, accettando il Grammy per la migliore performance R&B, ha concluso il suo discorso invitando i presenti nella sala «a unirsi come comunità di artisti e a parlare apertamente contro quello che sta succedendo».

La spilla per Renee Good

Shaboozey, vincitore del Grammy per la migliore performance country duo/gruppo per “Amen” con Jelly Roll, ha brindato agli immigrati che, ha detto, «hanno costruito questo Paese, letteralmente». Kehlani è tra gli artisti che indossano una spilla con la scritta “Ice Out”, assieme a Justin Vernon della band indie Bon Iver e la cantante jazz Samara Joy. La campagna di sensibilizzazione è stata lanciata ai Golden Globes, dove Olivia Rodrigo, Ariana Grande e Jean Smart erano tra coloro che indossavano spille con quel messaggio o con la scritta “Be Good”, un riferimento a Renee Good, la donna di 37 anni uccisa a sangue freddo a Minneapolis da un agente dell’Ice.

I premi

Bad Bunny ha vinto il Grammy per la migliore interpretazione di musica globale con il brano “EoO”, battendo, tra gli altri, “Cantando en el Camino” di Ciro Hurtado e “Jerusalema” di Ange’lique Kidjo. Uno dei primi premiati è il Dalai Lama, che ha vinto un Grammy per la sua narrazione dell’audiolibro “Meditations: The Reflections of His Holiness the Dalai Lama”. Kendrick Lamar ha vinto il Grammy per l’album rap ‘GNX’. La cantante britannica Olivia Dean ha trionfato per il miglior debutto. Dean ha scalato le classifiche con il pezzo “Man I Need”.

E ancora: una molto emozionata Lady Gaga ha vinto il Grammy come miglior album pop vocal con “Mayhem”. Anche Steven Spielberg è entrato a far parte del club Egot, quello che raccoglie i vincitori dei premi Emmy, Grammy, Oscar e Tony Awards. Il regista 76enne si è infatti aggiudicato un Grammy con il film “Music by John Williams” e va a completare la sua bacheca composta anche da tre Oscar, quattro Primetime Emmy (e molti altri Emmy diurni) e un Tony vinto come produttore del musical “A Strange Loop”.

L’attrazione

Ai Grammy il trionfatore dell’edizione 2025 Kendrick Lamar era arrivato con un record di nove candidature: ha vinto cinque statuette, tra cui miglior album rap per Gmx e miglior registrazione per il track Luther con Sza, che lo hanno portato a un totale di 27 statuette. Bad Bunny è arrivato a quota tre e Lady Gaga due (tra cui miglior album pop per Mayhem) alla pari con Sza, Leon Thomas e Turnstile. Per i fan del cartone KPop Demon Hunters, “Golden” non ha deluso conquistando il primo Grammy per il KPop (miglior canzone scritta per un’opera audiovisiva).

L’attrazione della serata è stata il gigantesco blocco di formaggio cheddar del Wisconsin “scolpito” con gli omaggi a tutti i generi musicali in gara, dall’hiphop al pop: pesa duecentonovanta chili e ha un colore gialloarancio.