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​Marianna e Marco sono figli di Gianni Morandi e di Laura Efrikian. Figli grandi che hanno scelto da circa un anno di girare l’Italia con lo spettacolo Benevenuti in casa Morandi. Uno spettacolo molto privato in cui i due fratelli raccontano di sè e dei loro genitori. «Ora ci sentiamo più complici e affiatati che mai. Senza Marco – dice Marianna a La Stampa – mai avrei pensato di tornare su un palco dopo 30 anni». 


APPROFONDIMENTI

Lo spettacolo

Due genitori che loro hanno sempre visto normalissimi.

Genitori che partecipano allo spettacolo, con le loro voci al telefono. «Hanno detto subito sì – svela Marianna -. Siamo una famiglia molto democratica. A vederci sono venuti tutti: commossi». Un racconto decisamente veritiero, compresi gli oggetti presenti: «Il Paperino di pelouche e il trenino a dondolo. Le lettere delle fidanzatine di Marco e i quaderni. In quella casa c’era persino la divisa di papà da soldato di leva e l’abito da sposa di mamma».Gli insegmaneti dei genitori

Due genitori, conferma ancora Marianna «piuttosto perfezionisti ed esigenti. Una cosa che ci hanno inculcato fin da piccoli. Basti pensare che, quando organizzammo in nostro primo spettacolino familiare, ci costrinsero a restituire  l’incasso di 500 lire (100 a persone): non eravamo stati abbastanza bravi. “La prossima volta andrà meglio”. Dovevamo essere i numeri Uno». Poi ricorda che «di papà bastava uno sguardo permetterci in riga. E mamma non era da meno. A mediare era tata Marta: anche per questo – non solo perché si è dedicata a noi per 50 anni- diciamo  che è stata un terzo genitore».

Il rapporto con il cognome

Marco svela che «mamma che mi leggeva “Amleto” per farmi dormire». Non da meno papà Gianni che nel racconto di Marianna si scopre che «mi faceva leggere L’idiota di Dostoevskij. Però,dai, alla fine siamo usciti quasi sani. Vero, l’età ci ha dato una bella mano (e un po’ di analisi): forse a 15 o 30 anni qualche problema c’era. Ma non per il nome (questo l’abbiamo “sofferto” molto meno), molto più per il fatto che ovunque andassimo, sempre ti riconoscevano come “figlio di”». 

Gli amici di papà

Tra i ricordi confessati al quotidiano di Torino anche quello di ritrovarsi Claudio Baglioni davanti nel giorno del suo compleanno, quello di Marianna «Era il mio idolo e me lo trovai davanti. Forse gli diedi la mano, poi scappai via. Immagino che sacrificio per papà, che non era così in confidenza con lui, chiedergli di venire». Poi i giri in barca con Lucio Dalla alle Tremiti o in Sardegna con Monica Vitti che, «quando pensavo di iscrivermi all’Accademia, mi suggerì di fare l’attrice comica. Ovviamente la pensavo in modo opposto. Oggi so quanto avesse ragione».

Il fratello Pietro

Poi si parla di Pietro, il loro fratello. Entrambi gli vogliono bene, anche se si frequentano poco per via della distanza e «per un’ovvia questione di età. È molto più legato ai nostri figli». E ora andrà a Sanremo. Un’ esperienza che Marco, ha vissuto. «È in gamba, – dice – ha tante cose da dire. E una voce con una timbrica molto particolare.Sanremo arriva per lui al momento giusto».


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