Un assalto alla “diligenza”. Nella giornata di lunedì 2 febbraio i supermercati tra Tor Pignattara, Pigneto e Tor Tre Teste sono stati presi d’assalto. E a essere ripuliti sono stati bancali e scaffali contenenti bottiglie di acqua, in prevalenza naturale ma anche quella frizzante sta iniziando a scarseggiare. Un assalto ai negozi legato al problema idrico che da questa mattina sta attanagliando la zona: un sifone di una conduttura principale si è rotto, con la tubatura che ha coinvolto anche un edificio privato. Il resto lo hanno fatto le immagini e le segnalazioni: via Prenestina allagata all’altezza del civico 916, scuole chiuse, palazzi con i rubinetti a secco, coinvolti i municipi V e VI. E residenti costretti a fare scorte: un déjà-vu che ha rimandato le menti ai tempi della pandemia da Covid, quando la corsa ai supermercati era ormai diventato uno sport nazionale.
Assalto ai supermercati alla ricerca di acqua
Dicevamo: tutti in fila ai supermercati. Perché così è andata. Tantissime le segnalazioni di residenti che si sono catapultati negli esercizi commerciali più vicini. Un assedio in prima regola per fare incetta d’acqua. I tecnici di Acea sono al lavoro per ripristinare la situazione. Ma per evitare sorprese, i cittadini dei quadranti interessati dal disservizio hanno pensato bene di portarsi a casa più acqua possibile. In modo tale da averla a disposizione per qualsiasi evenienza: scaldarla per un piatto di pasta, berla o per un pediluvio alla bene e meglio.
“Tutto finito”
Il quadro è stato poi cristallizzato dagli stessi supermercati. Qualcuno ha invitato proprio a non avvicinarsi, come indicato dal Conad di via Malatesta 121: “Tutto finito ci dispiace, le conviene non passare nemmeno”. Altri ancora preannunciavano la flebile speranza di trovare qualcosa. Come al Conad di via del Pigneto 135: “È quasi esaurita, è rimasta solo un po’ di acqua frizzante in bottigliette piccole, ma stanno finendo”. Maggiori speranze, infine, sono sopraggiunte dall’Esselunga di viale Palmiro Togliatti. Ma, tirando le somme, il piatto – anzi – il bicchiere piange.

In fila in strada
Una giornata campale, all’insegna dell’attesa. Come quella di alcuni cittadini che sono stati immortalati in via Galeazzo Alessi, a Tor Pignattara dove ci sono le autobotti. Altro giro, altra scorta. Con la speranza che i rubinetti possano tornare a fare il loro lavoro. Qualcuno è piombato direttamente davanti alle fontanelle munito di taniche. Di necessità virtù. Dopotutto in giornate come queste è meglio non fare troppi calcoli.

FdI punta il dito contro i minimarket e gli “sciacalli”
Ma non è finita qui. Perché gli esponenti di Fratelli d’Italia, Fabio Schiuma, dirigente nazionale e già capogruppo nel Municipio V, Giusy Guadagno e Christian Belluzzo, dirigente romano del partito guidato da Giorgia Meloni, hanno denunciato: “Dopo la rottura della conduttura Acea in via Prenestina all’altezza Tor Tre Teste e la relativa mancanza di acqua potabile nei diversi quartieri limitrofi, stanno scendendo in campo gli sciacalli dell’occasione. Stiamo infatti ricevendo decine di segnalazioni per le quali diverse persone, spesso straniere, sono corse ad accaparrarsi grossi quantitativi di bottiglie di acqua potabile presso i supermercati di zona per poi rivenderla in quei tanti piccoli esercizi, spesso non del tutto in regola, molto presenti a Roma Est”.
“Ricordiamo – hanno incalzato – che aumentare i prezzi per sfruttare un’emergenza può configurare speculazione e pratica commerciale scorretta e in casi gravi può diventare illecito amministrativo o penale, soprattutto per i beni essenziali come l’acqua potabile. Per questa ragione, chiediamo al comando della polizia locale di effettuare verifiche al fine di controllare questi esercizi che, notoriamente, troppo spesso non rispettano le regole in ordine a orari, vendita degli alcolici a minorenni e occupazione di suolo pubblico, oltre a varie prescrizioni fiscali”.
Segnalazioni simili sono arrivate anche all’assessore al Commercio del municipio V, Marco Ricci, che fa sapere: “Si tratta di un comportamento vergognoso, chiederò verifiche sul caso alla polizia locale”.