di
Federica Bandirali
La giustizia sportiva è pronta a fare il suo corso, con il giudice sportivo che si esprimerà domani. Ma intanto il presidente nerazzurro non fa sconti
Proseguono a ritmo serrato le indagini per identificare il tifoso dell’Inter che ha lanciato dalla Curva Nord il petardo contro Emil Audero domenica sera. Al vaglio delle forze dell’ordine cremonesi e della Digos le immagini di videosorveglianza dello stadio Zini per accertare da chi sia partito effettivamente il bengala finito a pochi centimetri dal portiere.
Restano critiche, intanto, le condizioni del 40enne romagnolo, incensurato, che è stato denunciato (e per il quale scatterà il provvedimento del Daspo) trovato fisicamente in possesso di un petardo e di alcuni fumogeni: dopo essere stato portato in ospedale a Cremona per le prime cure, il tifoso è stato trasferito a Modena per sottoporsi a una serie di delicate operazioni in un centro specializzato. Non solo si è fatto esplodere alcune dita con il petardo di cui è stato trovato in possesso, ma rischierebbe di perdere la mano.
Altri disordini hanno coinvolto, sempre domenica sera, un gruppo di tifosi dell’Inter di ritorno a Milano in treno: ad avere la peggio quattro 23enni nordafricani rimasti feriti negli scontri con gli ultrà nerazzurri. La giustizia sportiva è pronta a fare il suo corso: il giudice sportivo si esprimerà domani e potrà valutare solo la chiusura di un settore dello stadio di San Siro, è probabile una multa salata per il club. La decisione verrà presa in base a quanto scritto dall’arbitro nel referto di fine partita. Il presidente dell’Inter Marotta è tornato sull’argomento, esplicitando nuovamente la linea dura del club: «Siamo in costante contatto con l’Autorità giudiziaria. Quando saranno individuati i responsabili, eserciteremo la clausola di gradimento, non entreranno più a San Siro».
Lo scoppio del petardo su Audero è stato è oggetto di approfondimenti anche del Viminale. La linea dura del ministro Piantedosi è chiara e potrebbe andare nella direzione di un divieto di trasferta per i nerazzurri. «Assistiamo ogni domenica, in tutti gli stadi, a queste manifestazioni selvagge e pericolose», ha detto a Radio Crc il presidente dell’Osservatorio nazionale delle manifestazioni sportive Maurizio Improta.
3 febbraio 2026
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