di
Marco Cremonesi

I big leghisti, Fedriga: «Giorno di festa». Molinari accoglie la notizia «con un sorriso» e Giorgetti si augura che possa essere «occasione» di segnare il corso in vista delle Politiche 2027

Roberto Vannacci, «la parentesi». Il prologo della rottura si svolge nel pomeriggio di lunedì, al Mit. Dove Roberto Vannacci arriva invitato da Matteo Salvini. È l’incontro chiarificatore di cui si parla da quando è apparso sulla scena il simbolo di «Futuro Nazionale».

Il segretario leghista, che nel maggio scorso aveva indicato Vannacci come suo vice, vuole capire. Pubblicamente, e probabilmente se ne è pentito, ha sempre dato credito alle parole del generale: «Ha detto che non uscirà». Però, lunedì decide che è il momento di «vedere» le carte che ha in mano Vannacci. Lui ammette le sue intenzioni e il segretario leghista lo invita a pensarci bene: «Guarda che chi è uscito dalla Lega non ha mai fatto grande strada». In tutto il centrodestra, in realtà: «Nessuno si è più visto. Pensa a Gianfranco Fini, pensa ad Angelino Alfano». Salvini vuole capire le mosse del generale: «Ho anche letto sul Corriere di tuoi incontri con Matteo Renzi…». Roberto Vannacci smentisce e, a riprova, annuncia la querela al nostro giornale. Ma i leghisti annotano che proprio Renzi è il primo a esultare per la mossa.



















































Vannacci, comunque, secondo fonti leghiste, non dice di no. Al termine dei circa quaranta minuti dell’incontro, accetta l’invito alla ponderazione che viene da Salvini, tanto che il segretario leghista si aspetta che il punto di caduta sia, quantomeno, rimandato. Poi, ieri mattina, il vento comincia a soffiare forte: «Vannacci esce». E quando già i siti dei giornali stanno rilanciando la notizia, Salvini riceve il messaggio dell’ormai ex vice: «Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra».

La Lega precisa che all’ordine del giorno del consiglio federale la vicenda Vannacci non è inclusa. Oplà: pochi minuti prima che inizi la riunione del partito, Vannacci rende la sua uscita ufficiale e pubblica. E decide la prima apparizione mediatica: stasera sarà a Realpolitik con Tommaso Labate.
Il consiglio federale — a cui peraltro Vannacci non ha mai partecipato di persona — si svolge in via Bellerio. Salvini allarga le braccia: «Vannacci è una parentesi in questo federale. Vi ho risparmiato i 4 o 5 giorni che ho dedicato a questa amena vicenda». L’invito è a «non dargli un peso che non ha». Gli ultimi fatti sono semplicemente un’altra dimostrazione, che il «potere può dare alla testa».

Salvini pensa comunque di aver accelerato il processo «senza che fossi io a espellerlo». E dice quel che ripeterà più tardi in televisione: «Ho il difetto di dare fiducia alle persone: se do una parola e se stringo una mano, per me vale più di qualsiasi altra cosa». I leghisti ribollono. Peraltro a quell’ora secondo Instant mood si registra il massimo picco sulla parola chiave nominativa «Roberto Vannacci». 

Il sentiment delle ultime 24 ore è negativo all’85,3%. C’è chi annota che Vannacci ha rifiutato ogni tipo di supporto e «ha trattato gli altri dirigenti con disprezzo». Peccato grave, «ha scelto in totale autonomia tutte le interviste andando perfino da Maria Rosaria Boccia e facendosi massacrare da Report». Il tasto su cui più battono i dirigenti leghisti è la Toscana: «Ha scelto lo slogan della campagna elettorale e ha avuto un’importante voce in capitolo sulle liste». E così, i leghisti si aspe ttano anche le dimissioni di Massimiliano Simoni in Toscana.

Il governatore Massimiliano Fedriga parla di «giorno di festa», il capogruppo Riccardo Molinari accoglie la notizia «con un sorriso» e invita la Lega «a fare la Lega» e non un partito della destra estrema. Anche se certamente sulla scena ora c’è un nuovo competitor sui temi della sicurezza, svincolato dai doveri di governo. Mentre il ministro Giorgetti si augura che il posto libero da vicesegretario possa essere «occasione» di segnare il corso in vista delle Politiche 2027. 

C’è chi parla di sondaggi che assegnano a Vannacci l’1% («Meno di Soumahoro») e chi sottolinea lo scarso seguito parlamentare. Anche a Bruxelles: c’è chi ricorda che Salvini avrebbe voluto Vannacci come vicecapogruppo. Cosa impossibile per l’opposizione di molti degli euro alleati dei Patriots. Che da ieri, peraltro, non sono più il gruppo di Vannacci.


Vai a tutte le notizie di Roma

Iscriviti alla newsletter di Corriere Roma

3 febbraio 2026